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Nella Rai 2 targata Freccero più approfondimenti e rientro di Luttazzi. Scoppia il caso Luca e Paolo

di Andrea Biondi

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(Ansa)


4' di lettura

Non poteva essere una conferenza stampa qualunque quella di Carlo Freccero al suo ritorno sulla stessa poltrona a distanza di 22 anni. Direttore di Rai 2 lo era nel 1996; direttore della stessa rete lo è diventato a fine 2018, con incarico gratis. Altrimenti non avrebbe potuto, nella sua condizione di pensionato Rai. Non poteva essere una conferenza stampa qualsiasi, e in effetti non lo è stata, sin dalle prime battute. «È l’uomo del cambiamento – dice dell’amministratore delegato Fabrizio Salini – e se lui è Don Chisciotte io sono il suo Sancho Panza».

In mezzo a questi 22 anni c’è un percorso che ha compreso il cosiddetto “editto bulgaro” di Silvio Berlusconi che ha finito per colpirlo, l’esilio sul satellite a Rai4 voluto dal Pd, fino al posto da consigliere di amministrazione nella Rai, in quota M5S (anche se Freccero ha sempre rifiutato questa etichetta ritenendosi un uomo di tv e della Rai). Ecco perché il ritorno su Rai2 non è una faccenda da derubricare a normalità.

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Tant’è che un conto, in sospeso, Freccero vuole ora chiuderlo. «Voglio riportare Daniele Luttazzi in tv. Ci mancherebbe che questa nuova epoca vietasse la satira! Luttazzi potrà andare in onda, se va in onda, in autunno: a me sembra essenziale che lui torni in Rai. È finita l'epoca di Berlusconi, è finita l’epoca di Renzi, e ci mancherebbe che oggi venga penalizzata la satira». Freccero ha aggiunto che sul progetto Luttazzi «è chiaro che dovrà pronunciarsi il Cda. La sua è una satira feroce, ma non posso pensare che debba restare nelle nebbie della censura. Persino Celli l’ha di recente rivalutato».

Ha vari fogli davanti a sè. Tante idee. E al di là del tema Luttazzi, è sull’informazione uno degli affondi più accorati, se non proprio il più accorato: «Vergogna, vergogna, vergogna che la Rai, il servizio pubblico non abbia un programma di approfondimento». Da qui il suo progetto di avere una striscia informativa che segua il Tg2. «Visto che ci sarà un programma di approfondimento dopo il Tg, Luca e Paolo e Mia Ceran fuori? «Purtroppo oggi l’esigenza della Rai è avere un programma di approfondimento». Entro questo mese dopo il Tg2 delle 20 ci sarà un talk di approfondimento informativo della durata di 20 minuti. Il tutto lavorando a stretto contatto con il direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano: «Un intellettuale». La valutazione finale però spetterà allo stesso Salini, tiene a precisare il direttore di rete. «Coinvolgo Salini perché ritengo che l’informazione sia una missione del servizio pubblico, e il programma diventerà di punta, non solo per la rete ma per l’intera Rai. Anche perché ci sono le elezioni europee».

Freccero mette comunque subito le carte sul tavolo: «Ho due problemi: tempo limitato e budget che non è quello che ho avuto anni fa, e guidando una rete generalista e complementare alla rete ammiraglia che ha bisogno di identità». Da qui la scelta: «Concentrerò tutte le energie nella fascia oraria che va dalle 19 alle 24. Questo è il momento fondamentale nel quale la rete dovrà entrare in concorrenza con le grandi multinazionali della comunicazione».

I progetti in cantiere sono dunque tanti, per una rete che ha necessità di ritrovare una crescita di ascolti. Nel 2018 – in base ai dati Auditel elaborati dallo studio Frasi per Il Sole 24 Ore, fermi al 15 dicembre – la rete ha perso il 6,17% di share in prima serata (attestandosi al 6,23%) e il 4,59% nel giorno medio, attestandosi su un 5,82% che ha visto Rai 2 scavalvata da Rai 3 (6,69%). «Stimo moltissimo Simona Ventura. Fa audience, ma il programma deve risolvere un problema semplice: non ci sono studi a disposizione. Il talent show The Voice si farà se si trova uno studio». Tra le novità il fatto che “Night Tabloid” («un titolo demenziale», lo definisce Freccero) diventerà “Povera Patria” e si occuperà prevalentemente del rapporto tra economia e politica. Resterà poi “Realiti Sciò” di Enrico Lucci. Su Il Collegio: «Ci sarà, la mia idea è di ambientarlo nell'epoca del fascismo» e ha chiesto a Renzo Arbore di fare un grande omaggio a Gianni Boncompagni.

Sul tema della fiction il direttore poi spiega: «Rai2 ha un difetto, quello principale: la presenza massiccia di Ncis. Io lo detesto; ma il problema è che c'è un contratto. Quindi bisogna ammorbidirlo, con altri prodotti. Ncis è troppo identitaria dell'America, di un’America che non mi piace». A ogni modo, chiosa Freccero, «Non capisco perché la Rai abbia perso “La casa di Carta”».

Finale di conferenza stampa con l’annuncio dell’omaggio ad Adriano Celentano, che il 6 gennaio compirà 81 anni. Ma dall’altra parte c’è un cartone che sta per partire – dopo anni di stop and go – su Canale 5, proprio a gennaio. «Qualcuno ha detto che voglio fare il lancio del suo programma su Mediaset, ma pensate voi...».

Intanto, nel giorno dopo la conferenza stampa di Freccero a far discutere è l’esclusione di Luca e Paolo (Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu) da Rai 2, visto che “Quelli che dopo il Tg” lascerà lo spazio a un programma di approfondimento. È il Pd ad andare all’attacco frontale contro il nuovo direttore di Rai 2. Molti esponenti del partito democratico hanno infatti puntato l’indice contro il fatto che dietro la decisione di sacrificare la striscia quotidiana di Luca e Paolo dopo il Tg2 delle 20.30 ci possa essere il fastidio per l’imitazione del ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, nel repertorio del duo comico. Al di là degli attacchi del Pd, a commentare la vicenda con l’Adnkronos è Paolo Kessisoglu: «Io e Luca epurati? Parlare di epurazione mi pare esagerato perché siamo ancora su Rai2 con “Quelli che il calcio”. Ma certo ci chiediamo il perché della chiusura di una striscia quotidiana con ascolti in salita e non in discesa».

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