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Nella reindustrializzazione dell’ex Gkn manca il piano, ma a giorni scade la cig

Nell’ultimo incontro al Mise non è stato presentato il piano industriale atteso dai 300 lavoratori. I sindacati e la regione Toscana esprimono preoccupazioni per le tempistiche. Nuovo round il 5 settembre

di Cristina Casadei

2' di lettura

Il futuro della Qf ruota attorno a un piano industriale che le parti sociali attendono per il prossimo incontro al Mise fissato per il 5 settembre, dopo che ieri, nell’incontro ministeriale, non sono emerse le risposte che aspettavano istituzioni, sindacati e lavoratori. Nella reindustrializzazione dell’ex Gkn di Campi Bisenzio, in provincia di Firenze, in sostanza manca ancora il piano industriale. La Qf sostiene di avere una bozza di contratto di sviluppo, ma manca il supporto del piano industriale, secondo quanto riferiscono i sindacati. Intanto, dall’accordo quadro per la reindustrializzazione dello stabilimento sono passati 9 mesi e si avvicina la scadenza dell’ammortizzatore sociale per i 300 addetti che è fissata il 4 settembre.

In una nota della Fim Cisl, il segretario nazionale Ferdinando Uliano e quello della Toscana Francesco Diazzi spiegano che «la situazione è grave e fortemente negativa, non è accettabile che a tutt’oggi dopo mesi di continui rinvii e promesse non ci sia nulla di concreto rispetto alla necessità di avere piano industriale a garanzia di oltre 300 dipendenti. Non è chiaro e non ci sono stati forniti elementi oggettivamente reali su cosa comporterebbe in termini lavorativi il ’consorzio Iris lab’ a cui l’azienda ha aderito nel mese di luglio scorso». Il Mise ha riconvocato azienda e sindacati per il 5 settembre e ha invitato l’azienda a presentare un piano industriale. I due sindacalisti spiegano di aver chiesto al ministero e Invitalia «di verificare se il piano che verrà presentato ha i presupposti per avere una possibilità di finanziamento. Se questo non si concretizzerà riteniamo si debba prendere atto del fallimento del progetto presentato da Qf e agire diversamente per costruire i presupposti di un nuovo processo di reindustrializzazione». La Fiom da tempo chiede che l’azienda presenti «un piano industriale concreto e sostenibile di reindustrializzazione, senza il quale non può esserci la condivisione di strumenti normativi e di percorso per lo svuotamento dello stabilimento che comunque rimane agibile e a disposizione dell’azienda. QF è il soggetto che deve fare la reindustrializzazione nel rispetto dell’accordo sottoscritto il 19 gennaio», spiegano dalla Fiom, Simone Marinelli, Stefano Angelini e Silvia Spera.

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Anche la Uilm esprime forte preoccupazione perché «purtroppo il progetto Qf sembra ancora estremamente nebuloso. Speriamo che lunedì prossimo ci venga presentato finalmente un piano industriale compiuto, ma nutriamo forti dubbi e preoccupazioni», dicono il segretario nazionale Gianluca Ficco e quello di Firenze Davide Materazzi. Secondo quanto si apprende anche dalla Regione Toscana, ieri, non sono stati forniti elementi che rispondessero adeguatamente alle domande poste da istituzioni, organizzazioni sindacali e lavoratori. Appare irrisolta anche la richiesta degli ammortizzatori sociali in scadenza perché, come già era stato chiarito dal Ministero del Lavoro, per averli è necessario il piano industriale.

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