ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùla settimana dei mercati

Nella settimana del Qe2 Borse e BTp col turbo. Male Bund e titoli Usa

Piazza Affari chiude la settimana con un rialzo dell’1%. Dall’inizio della crisi di governo è salita del 13%, da inizio anno del 21%. Nelle ultime sedute gli investitori hanno invece venduto titoli tedeschi e statunitensi favorendo un irripidimento delle curve

di Vito Lops


default onloading pic
(Bloomberg)

3' di lettura

Nell’ultima settimana - la stessa in cui la Bce ha lanciato il quantitative easing 2 stupendo gli investitori perché si tratta di un’operazione al momento senza una scadenza precisa - il libro dei guinness della finanza aggiorna nuovi significativi record. I rendimenti dei BTp a 10 anni hanno toccato il minimo storico allo 0,76% (ieri 0,84%). Lo spread con il Bund tedesco è sceso fino a 130 punti (aveva iniziato lunedì le contrattazioni a 150), il livello più basso da maggio 2018, quando il nascente governo Lega-M5s non aveva ancora pubblicato quel programma che sembrava spianare la strada a uno scontro con l’Unione europea.

L’annuncio del Qe2 - abbinato al tiering, ovvero una doppia soglia del tasso sui depositi da applicare sulle riserve in eccesso parcheggiate dalle banche presso la Bce - ha favorito un irripidimento della curva dei tassi tedeschi con vendite sul Bund a 10 anni. Il tasso è passato in poche sedute da -0,68% a -0,45%, segnando un rialzo superiore ai 20 punti base.

Vendite anche sui titoli Usa. Il decennale è passato in una settimana dall’1,55% all’1,86%. A un passo dal record l’indice S&P 500 di Wall Street che ha toccato i 3.020 punti, davvero qualche briciola dai quei 3.026 del 26 luglio che rappresentano a tutt’oggi il livello più alto mai toccato dall’indice azionario più importante del pianeta.

BORSE, QUANTO MANCA PER RIVEDERE I MASSIMI

L'andamento delle azioni nei vari Paesi del mondo. Quanto manca al record (in %) e data del record. (Fonte: Ufficio Studi al Sole 24 Ore)

Il FTSE MIB di Piazza Affari ha guadagnato l’1% nelle ultime cinque sedute (ieri +0,44%). Si tratta della quarta settimana consecutiva di guadagni. Dai minimi del 9 agosto - il punto più alto della crisi politica culminata con l’uscita di scena della Lega dal governo - il rimbalzo del listino milanese è del 13%. Da inizio anno siamo a +21%. Meglio di Milano solo Atene (+45%) in Europa .

La manovra della Bce non ha però avuto l’impatto sperato sull’euro che, anziché svalutarsi, si è rivalutato sulle principali valute sfiorando quota 1,11 dollari. La teoria vuole che quando una banca centrale lancia una manovra espansiva la valuta di riferimento tenda a svalutarsi. Invece l’euro si è rafforzato. Allo stesso tempo le aspettative di inflazione a 10 anni - quelle monitorate dalla Bce per calibrare la politica monetaria - sono saliti dall’1,25% all’1,31%. Troppo poco considerando il lancio del bazooka della Bce e soprattutto ancora troppo lontano dall’obiettivo del 2%.

LEGGI ANCHE / Nuovo Qe da 20 miliardi al mese (senza scadenza) e taglio tassi: il bazooka di Draghi

L’ultima settimana, allo stesso tempo, verrà ricordata perché per la prima volta da quando - nell’aprile 2018 - è iniziata la guerra commerciale tra Usa e Cina, i due Paesi hanno fatto dietrofront su alcuni punti. Dietrofont che equivalgono ai dei passi avanti importanti nell’ottica di arrivare prima a una tregua e poi, si augurano gli investitori, a un accordo definitivo.

Ha cominciato la Cina interrompendo i dazi su 16 prodotti Usa. Hanno risposto gli Usa rimandando di due settimane l’aumento dei dazi dal 25% al 30% su merci cinesi per 250 miliardi di dollari. A inizio ottobre sono previsti dei colloqui che a questo punto potrebbero essere più che interlocutori.

Il tutto a pochi giorni dall’atteso consiglio della Federal Reserve (18 settembre). I mercati danno per scontato un altro taglio dei tassi (dopo quello di luglio) sempre da 25 punti base. Se si osserva l’ultimo dato dell’inflazione Usa (2,4% i prezzi core, depurati per prodotti alimentari ed energetici, ad agosto) non ci sono motivi endogeni per giustificare una manovra accomodante negli Usa.

Se si guarda però al confronto dei tassi internazionali - che impattano inevitabilmente sul mercato delle valute - la Fed potrebbe avere qualche motivo in più (come peraltro chiede da tempo Donald Trump che addirittura vorrebbe tassi azzerati negli Usa e un nuovo quantitative easing) perché giovedì la Bce ha tagliato i tassi (sui depositi) a -0,5% lanciando nuovi acquisti di titoli al ritmo da 20 miliardi di euro al mese.

Sarebbe la riprova che oggi - in piena globalizzazione - la politica monetaria non si può pensare solo in merito ai propri confini nazionali ma in virtù di quello che fanno le altre banche centrali.

Le aspettative di una risposta della Fed intanto stanno alimentando la propensione al rischio degli investitori. Con le azioni, per quanto care e già in forte rialzo nel 2019, che potrebbero vivere altre sedute impostate al rialzo.

twitter.com/vitolops

Riproduzione riservata ©
Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...