sette candidati

Nella sfida palermitana Pd senza simbolo e centrodestra diviso

di Mariolina Sesto

(LaPresse/Marco Cantile)

2' di lettura

Sette aspiranti sindaci, niente simbolo Pd, centrodestra in corsa ma diviso, faida dentro i Cinque stelle. Ecco i “segni particolari” della sfida palermitana per le amministrative di giugno. Con la riforma degli enti locali, approvata dall’Assemblea siciliana, i posti nel consiglio comunale sono 40: uno sarà assegnato al candidato sindaco che arriva secondo se otterrà almeno il 20% delle preferenze. I candidati a consiglieri sono circa 800.

Lo schieramento di centrosinistra
Il candidato sindaco è il primo cittadino uscente Leoluca Orlando che, però, ha posto come condizione ai partiti politici sostenitori il divieto di presentare il simbolo. Ritenuto evidentaemente causa di allontanamento della gente dal voto. È per questo che il principale partito di centrosinistra - il Pd - a questa tornata sarà un po’ nell’ombra a Palermo, non senza strascichi polemici interni.

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Centrodestra diviso
I partiti del centrodestra saranno invece presenti ciascuno con il proprio simbolo ma sosterranno due candidati diversi. Forza Italia voterà per l’ex Pd Fabrizio Ferrandelli sostenuto da liste civiche, oltre che dal movimento dei “Coraggiosi” e da Cp-Pid, partito dei “cuffariani”. Lega e Fratelli d’Italia hanno optato per un altro candidato: Ismaele La Vardera, sostenuto anche dalla lista “Centro destra per Palermo”.

La faida dentro i Cinque stelle
Per Ugo Forello, scelto con le “comunarie” dai 5stelle, i problemi finora sono arrivati dal fuoco amico grillino sulla scia dell’inchiesta firme false della Procura: suo nemico giurato è il deputato Riccardo Nuti; il candidato sindaco però ha incassato la fiducia di Beppe Grillo che l’ha incitato ad andare avanti. C’è poi in lizza l’architetto indipendente Ciro Lomonte, lanciato dal movimento “Siciliani liberi” e Nadia Spallita, attuale vicepresidente del consiglio comunale, spesso in polemica con la giunta Orlando: con lei si sono schierati i Verdi. Altro
indipendente in corsa è l'avvocato Francesco Messina, appoggiato dalla lista “Centro riformista”.

Test aperto
Le divisioni sia dentro il centrodestra che tra i Cinque Stelle potrebbero anche regalare la vittoria al primo turno a Leoluca Orlando. Ma una parte dell’elettorato di centrosinistra potrebbe optare per Ferrandelli che dopotutto proviene da quegli ambienti politici. Tuttavia la grande frammentazione che porterà l’elettorato a scegliere fra sette candidati potrebbe portare al ballottaggio. I sondaggi danno in testa Orlando e Ferrandelli, ma la partita è aperta.

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