industria del vino

Nelle cantine del mondo è made in Italy il 70% dei macchinari

A Milano la 28esima edizione del Simei, il<b/>Salone internazionale delle macchine per l’enologia. Nel 2019 l’export è aumentato del 10%, per un volume d'affari di circa 900 milioni.

di Micaela Cappellini


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L’Italia è leader mondiale nel campo delle macchinari per il vino

2' di lettura

Macchine imbottigliatrici, botti, persino nasi elettronici: oltre il 70% dei macchinari presenti nelle cantine di tutto il mondo - comprese le cantine francesi - è stato fatto in Italia. Il comparto delle macchine per l’enologia non sarà una torta immensa in valori assoluti, ma è una torta quasi tutta in mano delle imprese italiane.

È con questo assoluto primato del made in Italy che il 19 novembre si apre alla Fiera Milano la 28esima edizione del Simei, il Salone internazionale delle macchine per l’enologia e l’imbottigliamento, che proseguirà fino al 22 novembre.

L’Italia non solo è da sempre leader di mercato, ma nonostante i molti ostacoli sulla via del commercio mondiale anche quest’anno è riuscita ad ampliare la sua quota di mercato in questo segmento: nei primi cinque mesi del 2019, per esempio, le vendite all’estero di macchinari enologici made in Italy è aumentata del 10% rispetto al 2018, per un volume d'affari di circa 900 milioni di euro. A crescere, soprattutto, sono le macchine etichettatrici, perché le cantine stanno investendo in particolare per avere macchinari dalle caratteristiche più flessibili. Dove stanno diffondendosi più rapidamente le macchine made in Itay? In Argentina per esempio, dove la produzione di vino è in decisa crescita. Ma anche in Croazia, in Grecia, in Messico, nel Regno Unito, in Slovenia, in Spagna e negli Stati Uniti. Mentre Francia e Germania restano consumatori stabili dei nostri prodotti.

Alla Fiera di Milano ci saranno oltre 500 aziende espositrici e sono attesi 30mila operatori, provenienti da più di 90 Paesi del mondo. Oltre che di macchinari, al centro del Salone ci saranno l’architettura delle cantine e il visual design, il packaging e la sostenibilità. Si parlerà di tecniche non distruttive per la viticoltura e degli ultimi ritrovati in fatto di tecnologia in cantina, come il Naso elettronico. Infine, il Simei ospiterà la prima convention mondiale dell'associazione Donne del Vino.

«Questa edizione di Simei torna a Milano ancora più internazionale - sostiene Ernesto Abbona, presidente dell’Unione italiana vini che organizzala fiera - oltre allo spazio per l'eccellenza tecnologica dedicata al vino, che resta il cuore pulsante della fiera biennale, apriremo le porte anche al “liquid food” e a tematiche di estrema attualità come l'architettura e il design delle future cantine».

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