CLUSTER DI ECCELLENZE

Nelle Marche primo nucleo di un distretto biomedicale

Gruppo di 150 aziende e 485 addetti, un terzo in provincia di Ancona

di Michele Romano


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Grazie a 10 imprese e a tre università (la Politecnica, Urbino e Camerino) e della struttura sanitaria di Torrette nascerà la prima crio-banca delle Marche

3' di lettura

Quando 5 anni fa le Marche stavano pensando ai driver di sviluppo e di innovazione della regione, nessuno avrebbe scommesso che salute e benessere potessero diventare un cluster di eccellenza per lo sviluppo della medicina del futuro: 150 aziende e 485 addetti, un terzo delle quale collocate in provincia di Ancona, con la Vallesina che rappresenta il cuore di quello che si sta trasformando in un distretto ad alta specializzazione, anche per l’intervento di aziende dell’Ict, in grado di garantire attraverso algoritmi soluzione innovative e personalizzate.

La dimensione prevalente, ad oggi, è quella della piccolissima impresa (mediamente sotto i 10 addetti), il fatturato complessivo sotto i 200 milioni: sono soprattutto di start up, create da professori e ricercatori universitari, che hanno punti di riferimento nel pubblico, come gli Ospedali Riuniti e l’Inrca (istituto nazionale di ricovero e cura degli anziani) di Ancona, e nel privato, come Angelini, che potrebbe riportare nelle Marche l’attività di ricerca e sviluppo, affiancandola al polo produttivo già presente in regione.

«Aziende di prima generazione abituate a fare rete, a portare le proprie skill all’interno di un progetto comune: in questo modo riescono a stare sulla frontiera della ricerca, superando anche la criticità della piccola dimensione», spiega Fabio Agabiti Rosei, ad di Quark, che si occupa di sicurezza e igiene per l’ambiente e che ha realizzato un contratto di rete orizzontale, coinvolgendo 13 aziende in tutta Italia.

Una contaminazione a tutto tondo, perché riguarda anche imprese della manifattura tradizionale delle altre province: Optima Molliter, azienda di Civitanova Marche, ha scelto di far diventare la scarpa un presidio medico per diabetici, Domingo Salotti di Pesaro ha realizzato una poltrona che integra un sistema di monitoraggio per i parametri vitali della persona. Hp Composite, di Ascoli Piceno, ha messo accanto alla produzione di scocche per i bolidi della Formula 1 quella di carrozzine ultraleggere destinate a portatori di handicap, in un progetto più ampio e che coinvolge l’attività di riattivazione dei pazienti con disabilità grazie al know-how di Jesilab.

Una sfida sulla quale ha investito la Regione Marche, sostenendo le imprese con 30 milioni soprattutto sul fronte della ricerca. «Vogliamo che i dispositivi medici e i nuovi modelli assistenziali siano velocemente messi a disposizione degli end user – ha spiegato l’assessore alle Attività produttive, Manuela Bora –, sperimentandoli come living lab all’interno delle strutture del nostro sistema socio-sanitario: così abbiamo servizi migliori e una spesa pubblica in sanità che si alleggerisce».

Grazie al dinamismo di 10 imprese e alla disponibilità di tre università (la Politecnica, Urbino e Camerino) e della struttura sanitaria di Torrette nascerà tra un anno la prima crio-banca delle Marche, che conserverà a fini di ricerca campioni da pazienti con malattie rare, oncologici e linee cellulari. L’obiettivo sarà raggiunto grazie a una piattaforma di ricerca collaborativa, un investimento che sfiora i 19 milioni che si stima possa anche portare a 70 nuovi posti di lavoro, in particolare ricercatori, tecnici specialisti e giovani tecnologi.

Ruolo primario è affidato a Diatech (50 addetti e 17 milioni di fatturato), leader in Italia nella ricerca e nella commercializzazione di kit diagnostici per test farmacogenetici. «Stiamo sviluppando nuove applicazioni per l’individuazione ed il monitoraggio delle patologie onco-ematologiche (le leucemie, ndr.) e gestiremo i rapporti con gli istituti incaricati delle validazioni cliniche e delle autorizzazioni etiche», spiega Oliva Alberti, ad dell’azienda che ha sede a Jesi.

A poche decine di metri opera Bimind (13 dipendenti, circa 1 milione di fatturato), che progetta e sviluppa sistemi informativi in ambito sanitario e che «nella piattaforma sta sviluppando un sistema – spiega l’ad, Marco Marinelli – che dovrà garantire che i dati in possesso della crio-banca siano usufruibili in tempo reale all’interno delle cartelle ciniche».

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