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Nelle proposte d’acquisto è boom di quadrilocali

La riconsiderazione degli spazi, per effetto del Covid-19, sta già cambiando il mercato immobiliare. Secondo Immobiliare Toscano, già a maggio le soluzioni con 4-5 locali sono cresciute di 7 punti

di Adriano Lovera

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(Proxima Studio - stock.adobe.com)

La riconsiderazione degli spazi, per effetto del Covid-19, sta già cambiando il mercato immobiliare. Secondo Immobiliare Toscano, già a maggio le soluzioni con 4-5 locali sono cresciute di 7 punti


2' di lettura

L’emergenza Covid non ha soltanto obbligato le famiglie a riconsiderare gli spazi in cui vivono. Sta davvero incidendo sul mercato immobiliare, con effetti immediati. È quanto emerge da alcuni dati elaborati dal franchising immobiliare Toscano, sulle preferenze d’acquisto pre e post-lockdown. Tra gennaio e marzo, in media il 20% dei clienti acquistava un bilocale, il 32% un trilocale, mentre il 33% saliva verso 4 o 5 vani. A maggio, la soluzione più generosa è progredita di 7 punti, al 40%.

Il dato non si riferisce alle semplici indicazioni di ricerca, ma è basato sulle proposte d’acquisto controfirmate da venditore e acquirente, cioè il passaggio formale che prelude al rogito. Dal momento che la ricerca della casa è sempre un processo che dura diversi mesi, questo suggerisce che proprio durante i mesi di chiusura molte famiglie hanno cambiato in corsa e optato per una soluzione più grande. E questa è solo la media nazionale, perché nei bacini più popolosi come Lombardia e Lazio, che trainano il mercato, la tendenza è ancora più marcata.

Nel Lazio, i dati del I trimestre mostravano bilocali al 26%, trilocali al 29% e immobili con 4 o più vani al 32%; a maggio i bilocali sono scesi al 19%, i trilocali sono saliti al 34% e gli altri al 38%, con quasi la scomparsa dei monolocali all’1%. In Lombardia, invece, a maggio i monolocali scendono dal 9% al 3%, i bilocali salgono dal 26% al 31%, i trilocali scendono dal 38% al 25% mentre le soluzioni sopra i 4 vani sono “esplosi” passando dal 21% al 37%. Questo non significa che i tagli piccoli scompaiano, anche perché resta una quota di acquisto per investimento. «Eppure, specialmente nelle grandi città, aumenta l’attenzione verso metrature importanti, presenza di spazi esterni e i clienti prendono in considerazione l’ipotesi di spostarsi verso zone semi centrali e periferiche, purché ben servite, a patto di un po’ di superficie in più» secondo Fabrizio Tolli, amministratore delegato di Toscano.
Per quanto riguarda, invece, il consuntivo di mercato, una recente elaborazione di Tecnocasa sui dati dell’Agenzia delle Entrate registra l’atteso calo delle compravendite: -15,5% nel primo trimestre dell’anno, con 117.047 transazioni rispetto alle 138.525 dello stesso periodo del 2019. Tra le metropoli spiccano Napoli e Bari (-19,5 %), Milano (-19,3%) e Genova (-19,2%), mentre il ribasso più contenuto riguarda Bologna (-6,4%).

«A fine anno, l’impatto Covid porterà ad un ridimensionamento dei volumi di circa 100 mila unità rispetto alla chiusura del 2019» segnala l’ufficio studi di Tecnocasa. I prezzi nelle grandi città dovrebbero restare stabili, con alcune oscillazioni verso il basso per le soluzioni meno pregiate e verso l’alto per quelle di qualità. Anche secondo Tecnocasa, il desiderio di spazi esterni potrebbe determinare la ripresa delle zone periferiche e dell’hinterland. Ma resta da verificare la reale propensione alla spesa degli italiani. «Nonostante i tassi di interesse favorevoli – spiegano dall’Ufficio studi Tecnocasa – l’incognita che incombe sul mercato immobiliare è l’andamento dell’economia, in particolare dell’occupazione».

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