la denuncia delle province

Nelle scuole superiori 1.700 cantieri senza fondi

La stima in un dossier dell’Upi: mancano 2 miliardi. Ma la viceministra Ascani replica: con il milleproroghe sbloccati 850 milioni.

di Eugenio Bruno e Claudio Tucci


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2' di lettura

Dalla Buona Scuola in poi l’edilizia scolastica è stata in cima ai pensieri di tutti i ministri dell’Istruzione. Almeno a parole. Ma qualcosa deve essere andato storto se, come è emerso da una recente ricognizione dell’Upi (Unione province italiane), solo nelle scuole superiori di proprietà provinciale ci sono oltre 1.700 cantieri pronti teoricamente a partire, ma in pratica ancora in attesa dei finanziamenti.

Il dossier consegnato a Conte
Nei giorni scorsi una delegazione degli enti locali si è recata a Palazzo Chigi e ha consegnato al premier Giuseppe Conte un dossier con 3mila piccole opere immediatamente cantierabili ma prive di finanziamento (su cui si veda Il Sole 24 Ore del 12 febbraio). Per un valore di circa 4 miliardi. Più o meno la metà riguarda le scuole superiori di competenza delle Province. E la fotografia che ne viene fuori la dice lunga sullo stato dell’edilizia scolastica italiana. Gli edifici che ospitano licei, istituti tecnici o istituti professionali sono in tutto 7.455 e accolgono 2.635.582 studenti suddivisi in 121.171 aule. Ebbene, oltre il 51% degli immobili è stato costruito prima del 1976 mentre appena il 10% è venuto su dopo il 1998. Tanto più che il 45% degli edifici è ubicato in zone ad alto rischio sismico.

I disagi sul territorio
Dalla ricognizione, che ha coinvolto le 76 amministrazioni provinciali sparse nelle Regioni a statuto ordinario, l’Upi ha tirato fuori un «Piano nazionale dei fabbisogni delle scuole superiori italiane per il 2020 – 2021», che nel totale si compone di 1.745 progetti per 2,1 miliardi. Una grande lista d’attesa nazionale in cui compaiono gli interventi più disparati: dall’adeguamento sismico al rifacimento del solaio, dalla riparazione della copertura alla manutenzione degli impianti.

In testa, per entità delle risorse attese, si piazzano le Regioni del Centro-Nord. Con le prime tre piazze occupate - rispettivamente - da Piemonte (287 milioni), Lombardia (280 milioni) e Toscana (257 milioni). Mentre è Novara, con 112 milioni da spalmare su 19 opere, a conquistare la palma provinciale.

I LAVORI URGENTI IN LISTA D'ATTESA

La replica di Ascani
A rispondere al dossier dell’Upi é la viceministra dell’Istruzione, Anna Ascani. Che annuncia come nel decreto milleproroghe sia contenuta una norma che consente di ri-allocare, dal Viminale al dicastero di viale Trastevere, un fondo da 3,1 miliardi di euro, dal 2020 al 2034, destinato proprio all'edilizia scolastica provinciale. «Grazie a un lavorio intenso in Parlamento dei partiti di maggioranza ora possiamo disporre di risorse importanti per far partire i lavori - spiega al Sole 24Ore del Lunedì la viceministra -. Di questi fondi, 850 milioni sono subito disponibili. Siamo già al lavoro per mettere a punto i provvedimenti attuativi. In media, secondo le primissime elaborazioni, contiamo di assegnare tra i 7 e gli 11 milioni di euro a provincia o città metropolitana. La sicurezza dei nostri studenti è per me, e l’intero governo, una priorità».

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