Tendenze

Nelle stazioni ferroviarie nascono i nuovi poli emergenti del food

Nel 2016 la ristorazione generava un fatturato di 140 milioni, salito a 190 milioni nel 2019 e stimato in forte crescita

di Maria Teresa Manuelli

 Il Mercato Centrale di Milano presso la Stazione Centrale aperto quest’anno fa orario continuato dalle 6.00 alle 24.00 con un’offerta che parte dalla colazione arriva al dopocena

4' di lettura

Dal tartufo all’hamburger, la ristorazione italiana passa per la stazione. La riqualificazione delle grandi stazioni metropolitane in atto da anni attraverso la creazione di shopping district e food hall ora punta a fare un salto di qualità e a identificare gli snodi ferroviari quale nuovo punto di riferimento per il ritrovo e il ristoro dei cittadini e non solo dei viaggiatori.

Grandi Stazioni Retail, la società nata nel 2016 dal processo di scissione e vendita della società Grandi Stazioni Spa (Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane) a cui è affidata l’area commerciale delle 14 grandi stazioni italiane, procede di pari passo con il piano di cambiamento infrastrutturale che il gruppo delle ferrovie italiane conta di portare a termine entro il 2026, con il potenziamento del trasporto su ferro.

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«Da un lato ci stiamo preparando ad accogliere e dare servizi alla mole dei viaggiatori che crescerà nei prossimi anni, dall’altro però puntiamo ad assecondare la nuove modalità di fruizione delle stazioni – afferma Alberto Baldan, amministratore delegato di Grandi Stazioni Retail – che si trasformano da luoghi di passaggio a luoghi di ritrovo, sempre più aperte all’interazione con le città. Ovviamente, il food riveste un ruolo primario in questo progetto, cresciuto negli anni in quantità e qualità e arrivando oggi a sviluppare il 35% del business».

Food hall +44% in 5 anni

Nell’anno di acquisizione di Gsr (2016) la ristorazione generava un fatturato di 140 milioni di euro su una superficie commerciale di circa 39mila mq. Nel 2019, ovvero pre pandemia, il fatturato è salito a 190 milioni (+35%) con una superficie (gla) affittata di 49mila mq (+25%). «Abbiamo usato il periodo particolare dovuto al Covid per accelerare questo processo, specialmente nella ristorazione – prosegue Baldan – perché pensiamo che sia l’elemento fondamentale per gli utenti di oggi e ancor di più quelli di domani».

Tra il 2020 e il 2021, infatti, sono stati aperti il Mercato Centrale di Milano e quello di Napoli e a metà dicembre è prevista l’apertura della terza food hall a Torino Porta Nuova. Mentre nel 2020 sono iniziati i lavori di ristrutturazione di Roma Termini, che diventerà il flagship dell’azienda con una completa rivisitazione: il restyling si concluderà nel 2022 con la creazione di una grande food lounge sulla terrazza, mentre già entro dicembre inaugurerà al piano terra il Caffè delle Mura, progetto glamour che prevedere una grande vetrata sulle mura serviane. Per il 2022-23 sono già in cantiere le rivisitazioni di Venezia Santa Lucia e Palermo.

«In pratica quest’anno, che comunque è ancora un anno particolare, apriremo un totale di 35 insegne food su una superficie complessiva di oltre 12mila mq di area food nelle nostre stazioni. Un investimento totale di oltre 100 milioni di euro da parte nostra, cui si devono aggiungere gli investimenti dei singoli partner per gli allestimenti dei locali». Alla fine dell’anno quindi la gla arriverà a 56mila mq (+44% rispetto al 2016) di superficie.

Da luoghi di passaggio a punti di ritrovo

«Le nostre stazioni sono ormai divenute dei veri e propri landmark delle città, ovvero edifici che dal punto di vista storico, artistico e di posizione rappresentano il punto di riferimento della metropoli di cui fanno parte. Il nostro progetto food è di apertura di questi landmark alla città, creando un flusso di fruizione non limitato ai viaggiatori», dice ancora Baldan.

Un esempio è l’orario continuato di Mercato Centrale a Milano dalle 6 alle 24 con un’offerta che parte dalla colazione al dopocena. La stessa cosa è stata replicata a Napoli con l’apertura serale fino alle 23.30.
«Abbiamo aperto alle città e le città hanno risposto: i fatturati delle food hall nei week end, quando di solito c’è meno passaggio di viaggiatori, sono più alti di quelli della settimana lavorativa». Viene premiata la qualità, varietà e comodità dei servizi. «Anche perché ospitiamo dei brand che spesso non si trovano in città, come Roadhouse e Bottega Prosecco a Napoli o Five Guys a Roma. Ma anche i panettoni di Iginio Massari sotto Natale, presenti in otto stazioni. Perciò, le persone che vengono da noi ormai lo fanno per cercare un’offerta che non trovano in città. Solo dall’estate a oggi i volumi dei clienti delle food hall sono cresciuti del 50 per cento».

Arrivano anche i big del food

Molti nomi eccellenti hanno infatti deciso di aprire proprio in stazione. A Termini lo chef Antonello Colonna aveva inaugurato poco prima della pandemia Open Colonna Bistrò, realizzato con Chef Express (Gruppo Cremonini) come completamento della Terrazza realizzata al piano ammezzato della stazione. Lo chef Scabin ha portato il suo Qb al mercato centrale di Torino, ristorante con bottega. Mentre a Milano Sergio Barzetti, cuoco e volto noto della televisione, ha aperto la sua bottega. «Oltre ai nomi celebri, però – precisa Baldan – siamo attenti ad avere un giusto mix di offerta per tutte le tasche, dal tartufo al panino con l’hamburger direi, per venire incontro alle esigenze di tutti, cittadini e viaggiatori, sempre con una particolare attenzione alla qualità e alla ricercatezza delle insegne proposte nell’intento di rendere le nostre food court una cerniera tra la città e la stazione appunto».

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