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Nelle Terre del Barolo in primavera a piedi o in mountain bike tra i vigneti

Il Re dei vini è il fil rouge di un itinerario che si snoda attraverso dolci colline, degustazioni nelle cantine (anche all’aperto), paesini storici e castelli stellati in provincia di Cuneo

di Evelina Marchesini

La Morra vista

4' di lettura

Un'idea imperdibile per gli amanti del vino, della buona cucina e della vita all'aria aperta. In attesa delle prossime auspicate aperture fra regioni, sognare e pianificare fa bene all'anima ed ecco che, tra morbide colline, paesini dalla ricca storia e castelli nascosti, un itinerario tra le terre del Barolo diventa un ottimo weekend, anche lungo, bellissimo in primavera, sfatando il mito che debba trattarsi per forza di un tour autunnale.

Il re dei vini
Definito il “re dei vini” e anche “il vino dei re”, il Barolo viene prodotto al 100% con uve Nebbiolo e, proprio tra i filari di queste uve si snoda un itinerario che può assumere tutte le sfumature che vi vengano in mente, dal fine settimana sportivo in mountain bike, allo slow tourism camminando placidamente, a quello eno-gastronomico con degustazioni nelle cantine più rinomate, fino a quello in formato romantico. Perché la camera di charme con vista sul vigneto, soprattutto se ci aggiungete una piscina riscaldata o una vasca idromassaggio, è irresistibile.

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Da dove partire
Il Barolo prende il nome dal piccolo paese omonimo, ma non è obbligatorio iniziare da qui. Si può partire dal centro di La Morra (Cn), un paesino di meno di 3mila abitanti che sembra uscito da una cartolina. Il centro è abbarbicato sul cocuzzolo della collina e intorno, soprattutto sul versante sud, stanno, adagiati sul pendìo, i vigneti. Non occorre andare molto lontano per godersi la vista perché dalla piazza centrale di La Morra c'è una grande balaustra, detto Il Belvedere, da cui è sufficiente affacciarsi per godere dello spettacolo. Verificando via via cosa sarà aperto nelle prossime settimane e mesi il consiglio è quello di salire sulla torre campanaria di La Morra. Non si tratta di un'ascesa difficile, sono 88 gradini e da sopra, in una bella giornata, è facile vedere i comuni di Serralunga, Monforte, Barolo, Castiglione, Alba.

Una curiosità: l'etimologia di La Morra deriva da Loci Murrae, che significa recinto di pecore; si presume, infatti, che i benedettini dell'Annunziata, pascolassero le loro greggi in questi terreni. Anche dal comune di Barolo si snodano diversi sentieri, prevalentemente su percorsi sterrati e stradine.

A piedi e in bici
La Morra è il punto ideale per partire alla scoperta di altri paesini, sia che si voglia camminare, sia in bici (occhio ai saliscendi). Esiste infatti il Sentiero di Barolo di La Morra: si snoda per 11,5 chilometri attorno al paese tra i vigneti e i cru più rinomati del Barolo ed è contraddistinto da un'apposita segnaletica bianco-rossa che vi accompagna tra i filari, le cascine, i borghi, le cantine e le cappelle.

Dall'Ufficio Turistico di La Morra scendete in direzione di Alba, percorrendo via Alba, qui l'itinerario inizia su un tratto pavimentato con assi di legno che costeggia un primo tratto di strada asfaltato e poi il panorama spazia tra la piana del Gallo e Castiglione Falletto. Quasi immediatamente vi ritroverete in un punto panoramico mozzafiato con vista sui vigneti di La Morra, sulle colline del Roero e sulla borgata di Santa Maria. A seguire, tra i vari saliscendi, altri panorami da scatti d'autore, fino ad arrivare alla famosa Cappella del Barolo, un fantastico insieme di colori perché dipinta, nel 1999, dagli artisti Sol LeWitt e David Tremlett. La chiesetta non è mai stata consacrata e oggi appartiene alla famiglia Ceretto.

Le cantine
Limitazioni permettendo, vale proprio la pena di dedicare una mattina o un pomeriggio alla visita di qualche cantina di produzione di Barolo (ma non solo, ovviamente, mettete in conto anche Nebbiolo, Barbera etc..). La scelta è amplissima, basta anche in questo caso consultare il sito dell'Ufficio turistico e rigorosamente prenotare, perché il rischio, soprattutto con le limitazioni, è di non riuscire a entrare da nessuna parte.Tra le cantine a conduzione familiare che consentono una visita privata, visti anche i tempi che viviamo, c’è l’azienda agricola di Dario Stroppiana dove è possibile degustare privatamente tre Baroli, il Barbera d'Alba superiore, il Dolcetto, tre tipi di Langhe doc, con l'abbinamento a formaggio e nocciole dell'azienda agricola.

Grinzane
La scelta dei ristoranti è vastissima, naturalmente. Prenotando con anticipo, parecchio anticipo, gli appassionati non dovrebbero perdere il ristorante al Castello di Grinzane Cavour dello chef stellato Michelin Marc Lanteri poiché per ogni menu degustazione venduto viene fatta una donazione all'Associazione Azione contro la fame. Il Castello di Grinzane, al di là del ristorante, non può mancare da un itinerario nelle terre del Barolo: nel corso del XIX secolo, il castello venne acquistato dallo statista Camillo Benso Conte di Cavour, che curò in prima persona le sperimentazioni sulla qualità dei vini che divennero successivamente i maggiori vini rossi piemontesi, tra cui ovviamente il Barolo. Attualmente, poi, il castello e la sua collina rappresentano un polo d'eccezione per la conoscenza e la valorizzazione della cultura vitivinicola dell'intero comprensorio di Langhe-Roero e Monferrato, ospitando infatti la prima Enoteca Regionale del Piemonte e uno dei più completi musei etnografici di tradizione vitivinicola della regione.

Mangiare e dormire
Nelle Terre del Barolo e più in generale nelle Basse Langhe la scelta è enorme, e non si sbaglia mai. Per il resto, basta buttarsi. Anche la scelta per soggiornare è varia. Le alternative dagli agriturismi ai B&B, dagli alberghi agli appartamenti vacanze non mancano e sono consultabili all’ufficio turistico.


Riproduzione riservata ©

  • Evelina Marchesinivice caporedattore

    Luogo: Milano-Messico

    Lingue parlate: italiano, spagnolo, inglese, francese

    Argomenti: real estate, immobiliare, turismo, travel, latin america

    Premi: "Arel Lady of the year" by Arel; "Key player of the italian real estate market" by Scenari Immobiliari

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