Ricchezza e consumi

Nelle tre Italie dell’economia riparte Milano

Alloggi più spaziosi a Nuoro, affitti meno cari ad Avellino, edifici più «green» a Pordenone

di Giacomo Bagnasco

(ANSA)

2' di lettura

Ricchezza e consumi, ovvero: l’Italia divisa in tre parti. Il settore nel quale si delinea più chiaramente una netta frattura del Paese è proprio quello che apre l’indagine del Sole sulla Qualità della vita.

Nella classifica che raggruppa i risultati dei 15 indicatori specifici, guidata da Milano e chiusa da Crotone, le prime 38 piazze sono occupate esclusivamente da province del Nord. La lunga serie è interrotta da Firenze, emergente in un Centro Italia che si distribuisce sostanzialmente nelle posizioni intermedie, mentre per trovare la prima rappresentante di Sud e Isole (Cagliari, 56ª) bisogna scendere nella metà bassa della classifica. Dove gli ultimi 26 posti - dall'82° di Matera al 107° e ultimo - sono tutti assegnati a realtà meridionali.

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Le estremità della classifica

Se tra le ultime dieci troviamo quattro calabresi (la già citata Crotone, Vibo Valentia, Reggio Calabria e Cosenza), quattro siciliane (Trapani, Catania, Palermo e Siracusa) e due campane (Caserta e Salerno), la top ten è popolata per la maggior parte da province dell’arco alpino: Aosta e Belluno finiscono seconda e terza, mentre Biella, Trento, Bolzano e Pordenone si trovano nella zona di eccellenza. A loro si accompagnano tre territori padani. Bologna, Parma e Cremona.

LA TOP10
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La regina, come detto, è Milano. Che si distingue intanto in relazione alle voci più “monetarie”: prima per le retribuzioni medie annue, cui si aggiunge anche il migliore piazzamento sul valore aggiunto per abitante; seconda - dopo Bolzano - per depositi bancari; terza per i redditi da pensioni di vecchiaia, alle spalle di Roma e di Cagliari.

LA MAPPA

Classifica generale della Qualità della Vita per ricchezza e consumi

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I due “volti” della casa

Lo stesso capoluogo lombardo e la sua provincia, poi, mettono in campo tutto il loro peso sul fronte della casa, con risultati ambivalenti. Da una parte, ci sono le indicazioni negative come il penultimo posto nella superficie media degli alloggi, dove primeggia invece Nuoro, oppure come gli ultimi posti per i canoni di locazione più alti (i più bassi si trovano ad Avellino) e per una esposizione debitoria legata presumibilmente ai mutui. Dall’altro, se il punto di osservazione si sposta dai costi al profilo patrimoniale, ecco i primati per il valore delle case - in coabitazione con Roma - e per il tasso di compravendite immobiliari.

Altre province sanno mettersi in luce per uno o più aspetti: ad esempio, a Bolzano sono quasi assenti redditi di cittadinanza e nuove sofferenze sui prestiti bancari. Modena e Pordenone sono in testa rispettivamente per spesa delle famiglie e riqualificazioni energetiche.

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