Retail

Nelle vie del lusso, tornano a salire i canoni di affitto

Settembre vivace per gli immobili dedicati allo shopping - Le aziende sono
a caccia di negozi per definire le nuove aperture

di Paola Dezza

Via Monte Napoleone resta al primo posto nelle High Street italiane

3' di lettura

Una vivacità nuova pervade il mondo del commercio, vie del lusso e aree di shopping mass market in egual misura. Le aziende da luglio si stanno muovendo per aggiornare e visionare location per prossime aperture. La settimana milanese del design ha sancito una possibile ripartenza, il ritorno a un mondo quanto più simile alla nostra vecchia normalità di uscite, incontri, apertivi e shopping.

A dettare legge nel mercato del lusso, in particolare sul Quadrilatero di Milano, sono ancora una volta Lvmh e Kering, che potrebbero riposizionare i propri brand o aprire nuovi spazi più importanti. La via più ambita è sempre Monte Napoleone, dove gli affitti “prime” (alto livello) viaggiano sui 14mila euro al mq all’anno (via Condotti costa 12.800 euro al mq all’anno). Qui è arrivato il brand Marni.

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In città sono diverse le operazioni sul tavolo, ma per gli esperti i tempi non sempre sono maturi. Tra i marchi che si impongono c’è il brand di sneaker Golden Goose, in virtù e in previsione di una forte crescita.

«Anche altre città e località di vacanza, come Venezia e Capri, si sono svegliate - dice Thomas Casolo di Cushman&Wakefield -. L’arrivo di personaggi famosi ha riportato i riflettori su queste location». C’è poi Torino, che diventa sempre più interessante per i brand della moda e del lusso. «La città ha un grande potenziale - dice Casolo -, ci sono bellissimi immobili e il centro è curatissimo. Non solo. Il canone medio a Torino in via Roma è 2.500 euro/mq/anno». Lontano dalle cifre di Milano e Roma. Dove peraltro la percezione è che i canoni siano ancora in lieve crescita, soprattutto in vie come Monte Napoleone e via Condotti a Roma. A Torino il rendimento dei negozi arriva al 4,3% contro il 3% delle due grandi città citate.

Non mancano le vie emergenti. «Mi piace molto via Santo Spirito - dice Casolo -. Nel Quadrilatero è quella che ha recepito nuovi brand: da Isabel Marant a Gianvito Rossi, da Alessandro dell’Acqua al marchio di australiano Zimmerman». Cresce via Sant’Andrea - i canoni sfiorano i 7mila euro/mq all’anno- a scapito di via Spiga dove lavori di riqualificazione rallentano la ripresa.

Roma ha più spazio per crescere, nelle High Street come negli hotel. Luglio e agosto sono stati mesi positivi in cui sono tornati gli stranieri, americani in primis. Oggi la città appare un pochino più deserta, ma ci sono buone possibilità di recuperare terreno. Le opportunità sono soprattutto nella prima parte di via del Babuino, ma anche in via Condotti. Soffre il mercato mass market e soffre tanto via Frattina, dove ci sono al momento circa 18 negozi vuoti.

«Al momento il mercato si sta risvegliando, ma manca la liquidità per le ristrutturazioni e per pagare il key money (la buonuscita del marchio che lascia gli spazi, ndr) - dice Eugenio Amati di Eda Res -. Roma è più dinamica di Milano. Da Moncler che ha ampliato la boutique in Piazza di Spagna a Kering che ha spostato Bottega Veneta e Pomellato in via Condotti da piazza San Lorenzo in Lucina. Intanto Dolce&Gabbana stanno ultimando i lavori di ampliamento in Piazza di Spagna».

Secondo Amati l’intento è di tornare ai canoni pre-Covid. «Succederà prima nel lusso e poi nel mass market» dice, sottolineando che il settore che non si ferma mai è quello della ristorazione. Anche qui in apertura diversi locali, tra cui a Roma e Milano il ristorante dello chef turco Salt Bae, all’anagrafe Nusret Gökçe.

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