AnalisiL'analisi si basa sulla cronaca che sfrutta l'esperienza e la competenza specifica dell'autore per spiegare i fatti, a volte interpretando e traendo conclusioni al servizio dei lettori. Può includere previsioni di possibili evoluzioni di eventi sulla base dell'esperienza.Scopri di piùIL GOVERNO GIALLO ROSSO

Nello scontro Conte-Renzi un solo punto fermo: le elezioni sono lontane

Il 29 marzo voteremo per il taglio dei parlamentari, poi servono almeno due mesi per disegnare i nuovi collegi , la prima data utile sarebbe a fine estate ovvero all’apertura della sessione di Bilancio

di Barbara Fiammeri

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Rapporti tesi tra il leader di Italia viva Matteo Renzi e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte (foto Ansa)

Il 29 marzo voteremo per il taglio dei parlamentari, poi servono almeno due mesi per disegnare i nuovi collegi , la prima data utile sarebbe a fine estate ovvero all’apertura della sessione di Bilancio


2' di lettura

Improbabile per non dire impossibile che la coabitazione tra Giuseppe Conte e Matteo Renzi possa andare avanti ancora per molto. I retroscena che raccontavano di dissapori e possibili rotture tra Italia viva e il resto della maggioranza sono ora sostituiti da dichiarazioni pubbliche ancora più dure. Un dirigente del Pd vicino al segretario Nicola Zingaretti che promuove la sostituzione dei renziani con i cosiddetti responsabili e Renzi che a sua volta risponde garantendo che se cade Conte non ci saranno le elezioni ma un altro Governo.

Ritorno al voto ipotesi remota
Che il ritorno a voto sia un’ipotesi remota è nei fatti. A breve, il 29 marzo, voteremo per il taglio dei parlamentari poi servono almeno due mesi per disegnare i nuovi collegi , la prima data utile sarebbe a fine estate ovvero all’apertura della sessione di Bilancio dove ricominceremmo a parlare di clausole di salvaguardia Iva e quindi tornerebbero attuali le stesse ragioni che hanno impedito il ritorno al voto lo scorso autunno quando nacque il Conte due di cui principale artefice fu a sorpresa proprio Renzi.

Il poco garbo istituzionale di Renzi
Il senatore di Rignano dalla sua ebbe come propulsore decisivo l’istinto di sopravvivenza dei parlamentari. Istinto che dal 30 marzo con il taglio di 345 scranni, uscirà ulteriormente rafforzato. Renzi con poco garbo istituzionale nei confronti del Capo dello Stato dice quindi quello che molti pensano: che la legislatura andrà avanti.

Le incognite
Ma con quale Governo e con quale maggioranza nessuno al momento è in grado di prevederlo. Non il premier Conte, che non può permettersi di continuare a guidare un esecutivo dove il rinvio delle decisioni, lo stallo, lo scontro tra i partiti - dalle concessioni autostradali alla prescrizione fino da ultimo la revisione dei decreti sicurezza - sono diventati indiscussi protagonisti. E neppure Renzi. Che forse quando assicura che non si andrà al voto si sta rivolgendo in primis a chi dentro Italia viva nutre più di un dubbio sulla strategia interventista seguita dall'ex presidente del Consiglio.

Per approfondire:
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