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Lavoro, dalle Entrate alla Giustizia infornata di 10mila assunzioni «straordinarie»

Agenzia Entrate, Esteri, Agricoltura e Giustizia le strutture più interessate. Si aggiungono al turnover di 156.400 unità

di Eugenio Bruno

Zangrillo: modernizzare Pa, dirigenti centrali

3' di lettura

Ogni manovra di fine anno che si rispetti porta con sé un’infornata di assunzioni nella Pa. Alla tradizione si iscrive ora il Governo Meloni, visto che dalla legge di Bilancio 2023 sono attesi oltre 10mila nuovi ingressi in deroga negli uffici pubblici, che si sommano al turnover ordinario già previsto di 156.400 unità.

Dopo il passaggio in Parlamento le immissioni di personale straordinarie sono più che raddoppiate rispetto al testo originario. Il conto finale parla di 10.454 neo-assunti in arrivo nelle pubbliche amministrazioni italiane nei prossimi mesi, con agenzia delle Entrate, Affari esteri e Giustizia a occupare il podio delle new entry seguiti dal ministero dell’Agricoltura. Ma è una stima destinata a essere rivista al rialzo. In più di un caso, infatti, viene istituito o rifinanziato un fondo ad hoc per le immissioni di forze fresche senza una stima dei neo-assunti che arriveranno. Prendiamo, ad esempio, i 20 milioni destinati quest’anno alle Pa centrali (che poi diventeranno 25 nel 2024 e 30 milioni nel 2025) che hanno conseguito determinati obiettivi di spesa; si tratta di risorse gestite dal Mef e finalizzate al potenziamento delle competenze in materia di analisi, valutazione delle politiche pubbliche e revisione della spesa. Oppure i 90 milioni aggiunti in corso d’opera per il rafforzamento degli organici di Polizia e Vigili del fuoco. Una posta destinata peraltro a crescere di anno in anno fino a raggiungere i 125 milioni nel 2033.

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Agenzia delle Entrate

Come dicevamo, gran parte delle misure si sono aggiunte durante l’approvazione in prima lettura alla Camera. Il Ddl originario si limitava a citare i 3.900 funzionari da reperire alle Entrate e i 28 operai a tempo determinato (presumibilmente per quattro mesi) da inserire nei ranghi dei Carabinieri per l’accoglienza degli animali confiscati o sequestrati. Tutto il resto (o quasi) si è aggiunto in un secondo momento. Come, per restare dalle parti dall’Arma, le 120 unità di personale (76 ispettori e 44 appuntati) da destinare alla tutela agroalimentare.
Se ai 3.900 futuri dipendenti delle Entrate citati poc’anzi aggiungiamo la Ragioneria generale dello Stato – che aspetta 150 unità non dirigenziali (cento funzionari e 50 assistenti) per i suoi compiti core e 10 funzionari per l’attuazione del Pnrr – scopriamo che quella del Mef e dintorni, sulla carta, si candida a diventare l’area con il maggiore numero di volti nuovi.

Affari Esteri

Alle sue spalle troviamo il ministero degli Affari esteri. Sia per le 520 unità di personale (cento assistenti e 420 funzionari) in odore di assunzione a tempo indeterminato, sia per i 3.150 posti a contratto da assegnare nelle ambasciate, negli uffici consolari e negli istituti italiani di cultura.

Giustizia

In terza posizione la Giustizia, anch’essa chiamata in causa più di una volta dalla manovra. In un paio di casi – da un lato, per i cento funzionari giuridico-pedagogici e mediatori culturali e dall’altro, per le 800 unità di personale non dirigenziale – per via diretta; in un altro, per le mille unità in più attese tra il 2023 e il 2026 dalla Polizia penitenziaria, per via indiretta.

Corte di conti

Per il resto l’elenco delle amministrazioni interessate dalla nuova tornata di assunzioni è molto ampia. Accanto a singole aree geografiche - come le gestioni commissariali dell’Abruzzo e dell’Emilia Romagna che si vedono allungare gli interventi assunzionali post sisma - troviamo un organo nazionale di rilievo costituzionale come la Corte dei conti, che attende di ricevere, tra 2023 e 2024, 13 dirigenti di seconda fascia, 104 funzionari e 242 assistenti. Oppure i singoli ministeri. Pensiamo all’ex Sviluppo economico (oggi ministero delle Imprese e del Made in Italy), che deve riempire 15 posizioni da funzionario e due da dirigente o all’Agricoltura e Sovranità alimentare (già Politiche agricole), che di funzionari ne aspetta addirittura 300.

Le assenze vistose

Tra tante presenze spiccano infine alcune assenze. In particolare, Istruzione e Università che, tra piani straordinari per i ricercatori e stabilizzazioni a vario titolo, negli anni scorsi erano state grande protagoniste della partita assunzionale. Stavolta, invece, devono accontentarsi delle briciole, vedi la proroga fino a fine 2024 dell’incarico a tempo determinato per 87 dirigenti ispettivi e del milione stanziato per i contratti, sempre a termine, del personale docente e non docente della Scuola europea di Brindisi.

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