UN pAESA DA SCOPRIRE 

Nepal, non solo Everest

di Redazione Viaggi24

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(Marka)


3' di lettura

Il Nepal, paradiso degli amanti del trekking, è stata inserito da Tripdvisor tra le mete da non perdere nel 2018. Questa terra tra la Cina e l’India ha appena festeggiato un milione di visitatori con un incremento, rispetto all'anno precedente, del 25%. Anche il numero dei turisti italiani è cresciuto, passando da 9.900 a 12.000. Il Paese è noto per le sue vette e offre 7 picchi oltre gli ottomila tra i quali spicca sua maestà Sagarmatha o Chomolungma ovvero l’Everest, il più alto al mondo con i suoi 8848 metri.

Salire sull’Everest, la stagione migliore è da aprile a maggio, e tornare a valle sani e salvi è il sogno di tutti gli alpinisti, ma è anche molto pericoloso. Sono infatti più di 250 gli scalatori morti tentando l’ardua impresa. Nonostante le difficoltà tecniche e il prezzo, 50.000 - 70.000 dollari tra equipaggiamento, assicurazione e tasse (che comprendono 11.000 dollari di royalty da pagare al governo e 400 per la spazzatura), l’Everest è una montagna leggendaria.

La prima spedizione riuscita risale al 1953 quando il neozelandese Sir Edmund Hillary accompagnato dallo sherpa Tenzing Norgey conquistò la vetta attraverso il Colle Sud. Da allora sono stati 4879 gli scalatori che hanno portato a termine la spedizione (dati ufficiali dell’Ente del turismo nepalese riferiti fino a dicembre 2016) in continuo aumento.

La montagna sacra oltre al primato dell’altezza (considerate che la cima equivale all’altitudine media di un aereo in volo) conta anche numerosi record.

L’ultimo riguarda Kami Rita Sherpa, 48 anni, nepalese e guida professionista che proprio in questi giorni si appresta a battere il record personale e mondiale tentando la scalata n.22. Il record precedente appartiene Appa Sherpa, conosciuto con il nome di Super Sherpa che ha sfidato la sorte ascendendo 21 volte. Il primo a tentare l’avventura estrema senza l’ausilio dell’ossigeno è stato Reinhold Messner nel 1978, in coppia con l’austriaco Peter Habeler. Dieci ani dopo lo stesso tipo di impresa è riuscita alla neozelandese Lydia Bradley che era stata preceduta nel 1975 dalla giapponese Junko Taiberi, prima donna a conquistare la vetta sferzata spesso da venti a 200 km orari e con temeparture proibitive -40 gradi. Uno dei record per l’ascensione più rapida, 16 ore e 56 minuti, spetta invece al nepalese Babu Chhiri Sherpa che è stato anche il primo a dormire in vetta, senza ossigeno.

Ci sono state anche persone con handicap che hanno vinto la sfida: nel 1998 l’americano Thomas Whittaker con una gamba artificiale, seguito nel 2001 da Erik Weihenmayer, non vedente. Il record per la persona più anziana appartiene al giapponese Yuichiro Miura che nel 2003, a 70 anni raggiunse la vetta per poi tornarci nel 2013, con 10 anni e due operazioni al cuore in più. Quello per il più giovane scalatore in assoluto spetta a Jordan Romero, californiano tredicenne.

L’alto numero di incidenti occorsi nel 2017, 7 alpinisti morti (uno di questi è l’85enne Min Bahadur Sherchan che tentava di battere il record di Miura) e il problema della spazzatura ad alta quota, ha però costretto il governo a imporre alcuni divieti sulle spedizioni. Da quest’anno non sarà più possibile arrampicarsi sul tetto del mondo senza essere accompagnti da una guida locale, se non si è esperti scalatori, se si hanno più di 70 anni, o gravi disabilità.

L’intento dell’ente del turismo è anche quello di dirottare il flusso di visitatori verso montagne meno impegnative (ce ne sono 414 scalabili)  e fare scoprire un territorio ancora inesplorato. Una delle mete di rilancio è il lago Rara, il più grande del Paese compreso nel Rara Lake National Park. Situato nel Nord Ovest ad un'altezza di 2990m, il lago è raggiungibile attraverso il piccolo aeroporto di Talcha, richiede qualche ora a piedi di avvicinamento, ampiamente ripagata dalla spettacolarità del luogo. Praticamente sconosciuto al mercato internazionale, è un'oasi di biodiversità eccezionale, dove avvistare il panda rosso, l'orso nero dell'Himalaya, il leopardo.

Da non dimenticare poi che il piccolo Paese conta anche 4 siti protetti come Patrimonio dell'Umanità:  Lumbini, luogo di nascita del Buddha, la valle di Kathmandu con le stupa buddiste di Swayambhu e Bauddhanath e i templi indù di Pashupatie Changu Narayan, il parco naturale di Chitwan e Sagarmatha.

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