e sogna già di tornarci come turista

Nespoli: «Con i social porto tutti nello spazio»

di Nicoletta Cottone

Nespoli in collegamento dalla Iss

4' di lettura

Terra chiama Nespoli. «Siamo solo all’inizio della missione, contiamo di fare fuochi d’artificio». È il saluto dell’astronauta Paolo Nespoli, dal 28 luglio sulla Stazione spaziale internazionale, nel primo collegamento dalla Iss organizzato questa mattina a Roma da Agenzia spaziale italiana e Agenzia spaziale europea. Maglietta bordeaux con il simbolo dell’Esa, pantaloni beige con due tablet agganciati, microfono fluttuante, ha risposto con grinta ed entusiasmo alle domande dei giornalisti riuniti sulla Terra nella sede romana dell’Asi. E ha chiuso il collegamento con una capriola. E ha anche tirato fuori dalla tasca il Transformer («il più piccolo che aveva») che gli ha affidato il figlio Max, di tre anni.

Nespoli chiama Terra: il primo collegamento di @Astropaolo

Social per portare tutti nello spazio
Ha parlato dell’importanza dei social, «per portare tutti nello spazio». Mi piace, ha detto, « coivolgere tutti con i social media. Sicuramente le foto fatte dalla cupola o nella stazione ci aiutano a portare tutti nello spazio. La maggior parte del tempo libero sarà dedicato a questo». Nespoli è stato il primo a twittare dalla Iss, ma ora c’è anche la nuova app, Spac 3, con la quale è atterrato sugli smartphone di tutto il mondo. La app consente di creare un’opera d’arte collettiva utilizzando le foto scattate dallo spazio e dalla Terra, unite in un photoshop ispirato al simbolo della missione Vita, Il Terzo Paradiso dell’artista Michelangelo Pistoletto. Nespoli ha raccontato che nel tempo libero si può telefonare, si possono scambiare messaggi di posta elettronica, ci sono delle videoconferenze con i familiari.

Loading...
Il decimo lancio di Vega

Il decimo lancio di Vega

Photogallery7 foto

Visualizza

E già sogna di tornare nello spazio come turista
Nespoli è sicuramente un sognatore che non si è mai arreso, tanto che è appena arrivato sulla Iss e già sogna di tornare come passeggero nello spazio. «Chissà se questa sarà la mia ultima missione oppure se in futuro, quando i prezzi si abbasseranno, potrò tornare nello spazio come turista», ha detto @AstroPaolo. Insomma, mai dire mai. Ha parlato di privati nello spazio proprio mentre si prepara a manovrare il braccio robotico della Iss in vista dell’arrivo della capsula Dragon dell’azienda privata Space X. «Lo spazio - ha aggiunto - non è più un privilegio di poche nazioni, ma comincia a diventare un posto in cui si possono fare commercio e turismo, e dove si stanno aprendo nuove opportunità». Mentre i privati si dedicheranno a commercio e turismo, ha aggiunto l’astronauta, «i governi potranno concentrarsi sulle cose che le aziende non sono in grado di fare come l’esplorazione lontana». Quello che è certo, ha detto Nespoli, è che «se in futuro potrò tornare nello spazio, me ne starò attaccato al finestrino a godermi il viaggio».

Sulla Iss tanta tecnologia made in Italy
Una presenza costante sulla Iss quella degli italiani e delle migliori tecnologie del made in Italy. L’agenzia spaziale ha messo a bordo non solo un astronauta di casa nostra, ma anche undici importanti esperimenti targati Italia. E a bordo c’è anche tanta tecnologia made in Italy. «L’Italia, l’Agenzia spaziale italiana con l’Agenzia spaziale europea - ha detto rispondendo a una domanda del Sole24ore - hanno lavorato alacremente perchè la tecnologia italiana fosse presente da una parte con programmi che dessero lavoro alle nostre industrie locali e dall’altro per fare in modo che le industrie producessero un prodotto che fosse all’altezza massima con i livelli mondiali di tecnologia e di scienza». Poi gli esperimenti: nell’ambito della giornata si spazia dalla metallurgia a studi per il corpo umano o per gli animali.

Dalla cupola ai nodi, l’Italia a bordo della Iss
Il collegamento con la Terra si è svolto dal laboratorio americano della Iss perchè il laboratorio europeo è occupato da uno dei 200 esperimenti che si svolgono sulla stazione spaziale. Nespoli ha ricordato che la cupola, come i nodi n. 2 e n. 3, sono tutti prodotti della tecnologia italiana, costruiti per conto dell’Asi o della stessa Nasa. «Abbiamo fatto tanto e abbiamo fatto bene e dobbiamo mantenere alto questo impegno perché ci aiuta tutti in molti modi», ha detto Nespoli. E ha sottolineato che l’Asi, oltre a essere riuscita a mettere a bordo un buon numero di esperimenti scientifici dell’industria e delle ricerca italiana, ha tutta una serie di piani per fare crescere questa attività, perché «abbiamo visto che attraverso questa attività l'indotto è estremamente alto, quindi l’attività dello Spazio è un’attività che paga».

Facile diventare extraterrestre, difficile tornare terresti
Ha raccontato quanto sia facile diventare in pochi giorni extraterresti e quando sia difficile, per i problemi creati dalla microgravità, tornare terrestri. «Qui devi usare i piedi per stare fermo e le mani per muoverti», ha raccontato Nespoli, sottolineando che «ci vuole davvero poco tempo, appena qualche giorno, per resettare mente e corpo a questa nuova situazione, mentre occorrono mesi per tornare normali quando si rientra a Terra». Nell’ultima missione, ha raccontato, che a lui ci sono voluti sei mesi per tornare terrestre.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti