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Erasmus, nessuno stop: si comincia da remoto e poi lezioni in presenza all’estero

Una volta iniziato il periodo di mobilità fisica nel Paese ospitante, si avrà diritto alla regolare borsa di studio

di Nicola Barone

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Una volta iniziato il periodo di mobilità fisica nel Paese ospitante, si avrà diritto alla regolare borsa di studio


3' di lettura

I mesi di lockdown non hanno fatto perdere la voglia di Erasmus agli studenti italiani. Ora, con i contagi in rapida risalita per mezza Europa, molti di quelli che immaginavano l’autunno come momento per partire si interrogano sospesi tra speranza e incertezza. Per quanto scenari di nuove serrate totali non siano alle viste la comparsa di focolai significativi in alcuni dei Paesi più gettonati ha riacceso domande sul da farsi. Ufficialmente la Commissione europea che sovrintende all’intera organizzazione ha confermato da poco che gli Erasmus continueranno nella seconda metà del 2020.

La «blended mobility»

Le istituzioni e le organizzazioni di supporto sono incoraggiate, quando possibile, a offrire la possibilità di mobilità mista ai partecipanti. Come viene spiegato da Indire - l’agenzia nazionale per il programma - la formula utilizzata è quella della «blended mobility» secondo la quale si inizia con un periodo di apprendimento e di attività virtuali per poi continuare trasferendosi fisicamente all’estero, sempre che la situazione sanitaria lo consenta. La seconda parte, quella da trascorrere nell’università straniera prescelta, è obbligatoria; ed è condizione necessaria per l’accesso ai fondi stare all’estero per almeno tre mesi (due per chi fa il tirocinio Erasmus, un’ulteriore possibilità).

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Accesso alle borse di studio

Se si riceverà una borsa di studio è altra questione importante. Ebbene la risposta è no durante il periodo di apprendimento virtuale nel proprio Stato di residenza, dal momento che per la Commissione si dovrebbe essere in grado di svolgere tali attività senza costi aggiuntivi. Una volta iniziato il periodo di mobilità fisica, si avrà invece diritto alla regolare borsa di studio per il periodo all’estero. Tuttavia, siccome le frontiere sono aperte, qualora uno studente decidesse comunque di fare una mobilità nel Paese ospitante, pur frequentando da remoto, la borsa verrebbe comunque concessa. Se si seguono le lezioni virtuali da una bibilioteca o una stanza in affitto nello Stato di destinazione i contributi economici sono garantiti. Nel frattempo potrebbe anche essere che a qualcuno sia passata la voglia di affrontare l’esperienza Erasmus sotto questa forma. Tornando sui propri passi non sono previste penali di sorta.

In Lombardia e Lazio boom di candidature

Sia in Lombardia sia nel Lazio è stata registrata da Indire una notevole crescita delle candidature da parte degli studenti universitari interessati a svolgere un’esperienza di mobilità per studio. Per l’anno accademico 2020/2021, i 23 istituti di istruzione superiore della Lombardia hanno ricevuto nel complesso 14.114 domande con un aumento pari all’8,4% delle candidature rispetto al 2019. Ottime le performance di tutti gli atenei di Milano: primo della regione il Politecnico di Milano con 5.518 domande per da parte degli studenti (+17%), a seguire l’Università Commerciale Luigi Bocconi, dove si sono candidati 2.705 studenti (+4%), terza La Statale con 1.749 domande di mobilità per studio (+6%). All’Università degli Studi di Bergamo, città particolarmente colpita dall’emergenza Covid-19, sono state presentate 639 candidature, +24% domande rispetto al 2019. I 26 istituti di istruzione superiore del Lazio hanno ricevuto nel complesso 8.235 domande di mobilità Erasmus per studio, con un aumento compreso tra il +2,3% della Sapienza Università di Roma, che ha accolto ben 3.022 candidature, e il +136,4% del Campus Bio–Medico di Roma con 26 domande da parte degli studenti; erano 11 lo scorso anno. Tanta voglia di Erasmus anche negli altri atenei della regione: la Luiss Guido Carli ha registrato 1.581 candidature (+15,7%), l’Università degli Studi Roma Tre 1.126; all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata 1.078 studenti (+4,3%) hanno risposto al bando Erasmus dell’Ateneo, in 325 presso la Lumsa (+69,3%), stesso numero dell’Università degli Studi della Tuscia (+7,6%).

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