Lavoro

Nestlé allunga il congedo paternità a tre mesi

Raggiunto l’accordo con i sindacati, Fai-Flai-Uila, che istituisce un periodo retribuito di 12 settimane per il papà lavoratore o il caregiver secondario, per nascita o adozione di un bambino

di Cristina Casadei

2' di lettura

La multinazionale dell’alimentare Nestlé allunga il congedo retribuito di 3 mesi,ossia 12 settimane consecutive, per i papà lavoratori o il secondo caregiver per la nascita o l’adozione di un bambino. Con i sindacati di settore, Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil, il gruppo ha infatti firmato un accordo che istituisce la “Nestlé Baby Leave”, su cui complessivamente arriverà a investire oltre un milione di euro all’anno.

L’obiettivo

L’obiettivo è di consentire a tutta la famiglia di dedicare tempo ed energie al nuovo arrivato, con una misura che rappresenta un importante passo in avanti sia rispetto ai dieci giorni previsti attualmente dalla legislazione italiana, sia alle politiche adottate finora da Nestlé stessa che, già dal 2012, ha introdotto due settimane aggiuntive di congedo retribuito per il lavoratore padre o secondo caregiver.

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Il declino delle nascite e i carichi delle donne

Si tratta di una misura a sostegno della genitorialità condivisa che rappresenta un fattore sempre più sfidante nella nostra società. Numerose ricerche, e prima ancora i dati Istat, ci dicono che nel 2020 il nostro Paese ha raggiunto il picco negativo di nascite, con un tasso di 7 neonati ogni 1.000 abitanti.

I dati Inps ci dicono invece che il peso della genitorialità, soprattutto nell’infanzia, è fortemente spostato sulle donne. I dati sui beneficiari del congedo parentale per Covid-19 ci dicono che solo il 21% dei padri ne ha fatto richiesta, contro il 79% delle madri. Numeri che confermano quanto le donne svolgano ancora il ruolo di principale caregiver nelle famiglie italiane.

La strategia

«Le iniziative a supporto della genitorialità e dell’abbattimento delle barriere di genere rappresentano da sempre una priorità per Nestlé. Si tratta di due temi assolutamente inscindibili poiché la genitorialità continua a impattare sull’avanzamento di carriera delle donne, rendendo dunque necessario riequilibrare ruoli e compiti nel contesto familiare - interpreta Giacomo Piantoni, Direttore Risorse Umane del Gruppo Nestlé in Italia -. Siamo stati i primi in Italia, nel 2012, a prevedere due settimane di congedo di paternità e oggi, dieci anni dopo, continuiamo a dimostrare di essere degli apripista su queste tematiche. Non potrebbe essere altrimenti, Nestlé è infatti al fianco dei neogenitori fin dalla sua fondazione, oltre 150 anni fa. L’attenzione ai bisogni di bambini e genitori è incisa nel nostro DNA.

Per i sindacati, Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil, l’accordo «è frutto del buon sistema di relazioni sindacali costruito negli anni, mira ad agevolare la conciliazione dei tempi vita e di lavoro, attraverso il bilanciamento dei carichi familiari promuovendo, in questo modo, anche la carriera femminile e una genitorialità sempre più condivisa. L’intesa raggiunta, oltre a rappresentare una concreta misura in favore delle pari opportunità tra uomini e donne nell’ambito lavorativo, delinea una lungimirante strategia sociale nella convinzione che la tutela e la promozione della genitorialità è al contempo una opportunità in favore delle attuali generazioni e un investimento per quelle future».

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