Primo incontro al mise

Nestlé, partenza in salita per il tavolo sugli esuberi Perugina

di Francesco Prisco

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(ANSA)


2' di lettura

La notizia buona è che si è aperto un tavolo al ministero dello Sviluppo economico con Nestlé sulla vertenza Perugina, nella quale ballano 340 posti di lavoro. Quella meno buona è che le parti al momento appaiono molto distanti. Toccherà lavorare non poco per colmare gli spazi da qui al 27 settembre, data in cui si tornerà a negoziare. L’argomento del contendere è noto: a Perugia, nello stabilimento di San Sisto dove si concentrano le produzioni dolciarie del brand Perugina, è in corso un piano di ammortizzatori che scadrà a giugno 2018, abbinato a un piano di investimenti da 60 milioni sul Bacio, prodotto di punta dello storico marchio italiano. Ma nello stesso tempo c’è il rischio molto concreto che, a scadenza del piano di 18 mesi in corso, 340 persone perdando il proprio impiego.

Quest’oggi al ministero dello Sviluppo economico si è celebrato il primo incontro del tavolo aperto sulla vicenda. Con l’impegno diretto del viceministro Teresa Bellanova: «Sono convinta - ha detto - che tutti faremo ogni sforzo possibile per gestire in sintonia un passaggio che è sì molto delicato, ma che offre tutte le opportunità di un percorso di rilancio chiaro ed efficace».
L’azienda, dal canto suo, ci tiene a sottolineare che «procede secondo i tempi stabiliti il piano industriale Nestlé per Perugina (60 milioni di euro per ammodernare gli impianti produttivi, sostenere il marchio Perugina sul mercato domestico e sviluppare l’export) e il piano occupazionale che ne è parte integrante». Nestlè «respinge con forza ogni ipotesi di disimpegno in Perugina», ribadendo che «il piano presentato, l’investimento economico in corso e i primi risultati raggiunti nell’export provano che l’impegno per l’insediamento industriale di Perugia è concreto e fondato su solide basi».

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L’azienda ha dato disponibilità a spiegare nel dettaglio il proprio piano industriale anche in sede parlamentare. Fai, Flai e Uila accolgono «con favore l’apertura del tavolo presso il Mise e la disponibilità del Ministero e del viceministro Bellanova rispetto alla vertenza Perugina, nel mettere a disposizione strumenti ed interventi pubblici per rafforzare la tenuta industriale del piano dell’azienda. Purtroppo, al momento sono preoccupanti le dichiarazioni dell’azienda. Ad aprile 2016 avevamo convenuto e sottoscritto un accordo che prevedeva un Piano di rilancio per la Perugina, in un percorso che contemplava anche il ricorso ad ammortizzatori sociali, ma che certo non prevedeva i 340 esuberi presentati il 9 maggio scorso da Nestlé».

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