alimentazione

Nestlé, ricavi in crescita ma occhi aperti sulla Cina (che è il secondo mercato)

Migliorano ricavi e marginalità per la multinazionale svizzera. Che guarda con attenzione a coronavirus e Cina: suo secondo mercato dopo gli Usa

di Andrea Biondi


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(Flavio Lo Scalzo / AGF)

2' di lettura

Il colosso dell'alimentazione Nestlé ha messo a segno nel 2019 un aumento dell'utile netto del 24,4% a 12,6 miliardi di franchi svizzeri (11,8 miliardi di euro), beneficiando anche della vendita della filiale Skin Health. L'utile per azione è aumentato del 28% a 4,3 franchi. I ricavi sono in progresso dell'1,2% a 92,6 miliardi di franchi (+3,5% a livello organico), sulla spinta dell'andamento negli Usa e della divisione Purina PetCare a livello globale.

Questi in sintesi i numeri del bilancio 2019 di una Nestlé il cui cda ha proposto un aumento del dividendo di 25 centesimi a 2,70 franchi per azione, «segnando il 25esimo anno di crescita consecutiva della cedola». In totale nel 2019 - precisa una nota - Nestlé ha restituito agli azionisti 16,9 miliardi di franchi tramite una combinazione di dividendi e riacquisti di azioni.

Per il 2020 la prospettiva è di una crescita organica nelle vendite, con un’accelerazione per il periodo 2021-22. Quanto all’emergenza legata alla diffusione del coronavirus, l’amministratore delegato della società Mark Schneider, che ha parlato di un 2019 con «progressi considerevoli» ha segnalato che la regione “Greater China” rappresenta l’8% delle ventite mondiali»: secondo più grande mercato dopo gli Usa. «È prematuro - conclude il ceo - valutare l’impatto finanziario».

Se comunque l’utile netto del gruppo risulta essere in linea con le attese, i ricavi hanno deluso gli analisti, così come il margine operativo (pari al 17,6% dal 17% del 2018). Alla Borsa di Zurigo in tarda mattinata il titolo segna così una flessione del 2,2% a 104,7 franchi.

Sul fronte dell’andamento delle varie categorie di prodotto, tutte – precisa Nestlé nel comunicato sull'andamento del 2019 – hanno realizzato una crescita positiva a livello organico. E, come detto, è stato in particolare «ampio» il contributo di Purina. Ma anche il caffè ha avuto «una buona dinamica», sostenuto dalla forte domanda di prodotti Starbucks che vengono ora offerti in oltre 40 Paesi e nel 2019 hanno generato oltre 300 milioni di franchi di vendite aggiuntive.

A livello geografico, nelle Americhe il fatturato del gruppo ha segnato una crescita organica del 3,9% (+7% sul dato pubblicato) a 33,2 miliardi, con un margine operativo del 21,1% (21% nel 2018). In Europa, Medio Oriente e Africa del Nord i ricavi sono, invece, cresciuti del 2,7% organico (-0,5% reported) a 18,8 miliardi e il margine è del 18,9% (da 18,7%). Nell'area Asia, Oceania e Africa Sub-Sahariana l'aumento del fatturato è del 3,2% organico e dell'1,3% sui dati pubblicati a 21,6 miliardi, con una crescita “leggermente positiva” in Cina e un margine stabile al 22,7%.

L’attività Acqua ha segnato ricavi per 7,8 mld (+0,2% organico e -0,8 reported), con un margine dell'11,8% (da 11%). Le altre attività (che includono Nespresso, Nestlé Health Science e per 9 mesi anche Nestlè Skin Health) hanno segnato vendite per 11,1 miliardi (+6,4% comparabile e -9,4% sul dato storico), con un margine del 18,7% (dal 16,5%). Le acquisizioni nette durante l'esercizio hanno avuto un impatto negativo dello 0,8% sulle vendite, principalmente per la cessione di Nestlé Skin Health (avvenuta per 10,2 miliardi di franchi) e di Gerber Life Insurance. Il debito netto è diminuito a 27,1 miliardi da 30,3 miliardi a fine 2018.

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