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Netflix annuncia una sede in Italia. L’alleanza con Mediaset parte con sette film

Sette titoli andranno in onda prima sulla piattaforma di streaming e poi su Mediaset. Reed Hastings: «Stiamo pensando di creare una sede legale anche per venire incontro a tutte le problematiche fiscali che Netflix sta incontrando»

di Andrea Biondi


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(Afp)

3' di lettura

Un accordo per produrre sette film. Oggi in Italia, domani con Media for Europe (Mfe) si potrà pensare anche più in grande. Mediaset e Netflix suggellano la loro intesa che si sostanzia in una partnership per realizzare e diffondere film italiani.

Sette titoli andranno in onda prima sulla piattaforma di streaming e poi su Mediaset. «Questo primo accordo riguarda 7 film, pensiamo possa essere il primo passo di una partnership. Siamo molto complementari», ha spiegato il fondatore e Ceo di Netflix Reed Hastings.

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«Il nostro accordo è nato su un concetto condiviso: la rilevanza strategica del contenuto originale. Noi vogliamo avere una varietà di storie», ha aggiunto Alessandro Salem, direttore generale dei contenuti Mediaset presente invece di Pier Silvio Berlusconi. L’amministratore delegato di Mediaset, bloccato da un’influenza, ha comunque espresso soddisfazione con una nota spiegando che «nel prossimo futuro grazie alla dimensione del nostro progetto europeo Mfe-Media for Europe punteremo a rafforzare accordi come questo che sono un’ottima notizia per tutta l’industria del cinema e della produzione italiana».

Il ceo di Netflix, Reed Hastings, ha invece voluto spiegare così la ratio dell’operazione: «Vogliamo finanziare nuovi film che possono andare su Netflix e Mediaset. Dodici anni fa ci siamo lanciati nello streaming, 22 anni fa abbiamo sfidato il mondo del blockbuster con i dvd. Negli ultimi anni abbiamo prodotto tanti film, siamo stati anche al Festival di Venezia. Abbiamo avuto un grande successo con “Sulla mia pelle”, abbiamo capito come concentrarci sui film italiani».

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I film che faranno parte del progetto sono storie inedite in cui le tematiche vanno dall’esplorazione dell’amore teen in “Sotto il sole di Riccione”, sceneggiato da Enrico Vanzina, e “Sulla stessa onda”, alla storia di Roberto Baggio ne “Il Divin codino”. E ancora c’è la storia di un’amicizia intergenerazionale nel mondo dei tifosi del calcio in “Al di là del risultato” oltre a una vicenda di vendette radicate nei valori tradizionali della famiglia con “L’ultimo Paradiso”.

«Speriamo che siano pronti Nel 2020 ma non abbiamo l'ansia di far uscire questi film subito. Vogliamo che invece siano fatti bene» ha detto Hastings che rispondendo alle domande dei giornalisti ha segnalato come Netflix abbia oltre 2 milioni di abbonati nel Paese e che in Italia il colosso dell’on demand sta pensando di creare una sede legale anche per venire incontro a tutte le problematiche fiscali che Netflix sta incontrando (c’è un’indagine della Procura di Milano). Neri giorni scorsi comunque, a caldo dopo l’uscita della notizia sull’indagine della Procura di Milano, il colosso di Los Gatos ha affermato che «Netflix sta lavorando a stretto contatto con le autorità fiscali italiane. Paghiamo tutte le imposte dovute in Italia e in altri Paesi del mondo. Netflix investe milioni di euro in produzioni italiane, contribuendo così a creare posti di lavoro e a sostenere la comunità creativa locale».

Uno dei passaggi della conferenza stampa ha riguardato anche il tema del debito, giudicato con preoccupazione da alcuni analisti in chiave sostenibilità futura del business. «Non abbiamo alcuna preoccupazione per il nostro debito perché stiamo crescendo» ha concluso il top manager.

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