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Netflix e YouTube dicono sì alla Ue: risoluzione abbassata per non intasare la rete

Netflix ridurrà il «bitrate» in tutta Europa per 30 giorni, abbassando la definizione e alleggerendo del 25% il traffico sulla rete. E YouTube distrubuirà i suo video in definizione standard di default

di Andrea Biondi

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(Reuters)

Netflix ridurrà il «bitrate» in tutta Europa per 30 giorni, abbassando la definizione e alleggerendo del 25% il traffico sulla rete. E YouTube distrubuirà i suo video in definizione standard di default


2' di lettura

Netflix e YouTube alla fine vengono incontro alle richieste dell’Unione Europea. Da Bruxelles era stata avanzata la richiesta di azioni per decongestionare il traffico dati. Un invito, quella della Ue, avanzato dal commissario europeo per il Mercato interno, Thierry Breton al ceo di Netflix, Reed Hastings nel corso di un incontro e, in parallelo, ai Ceo di Google Sundar Pichai e YouTube Susan Wojcicki. La motivazione sta nella necessità di ridurre la congestione delle reti Internet, fortemente sovraccaricate in questo periodo di isolamento per milioni di europei.

Il colosso californiamo del video on demand ha deciso di aderire all’invito. Come? Netflix ha acconsentito a ridurre il bitrate (quantità di dati trasferiti in in determinato intervallo di tempo) sui flussi di streaming in Europa per 30 giorni.

«A seguito delle conversazioni tra il commissario Thierry Breton e Reed Hastings e date le criticità straordinarie generate dal coronavirus, Netflix – dichiara un portavoce della piattaforma on demand – ha deciso di ridurre il bitrate sui flussi di streaming in Europa per 30 giorni. Stimiamo che questo ridurrà il traffico legato a Netflix sui network europei di circa il 25% continuando al contempo ad assicurare un servizio di qualità ai nostri clienti».

Insomma, un abbassamento della definizione di video e film per non congestionare la rete che per Netflix significa da una parte rispondere a un invito della Ue e dall’altra rappresenta, evidentemente, il segno di come il colosso di Los Gatos sia riconosciuto come leader di un settore in grande espansione. Non è inusuale sentir parlare di Netflix anche in termini problematici per le prospettive future dato l’alto indebitamento e la spesa monstre per produrre i contenuti: 15 miliardi di dollari nell’ultimo anno.

Gli abbonati però erano 167 milioni in tutto il mondo a fine 2019. E Netflix non è ovviamente l’unico servizio di video on demand (peraltro in Europa dal 24 marzo arriverà Disney+). Per evitare problemi, hanno evidentemente pensato a Bruxelles, meglio partire dal leader di mercato.

Anche YouTube abbassa la risoluzione
La richiesta di Breton è stata anche accolta da YouTube. Infatti, la società ha dichiarato che passerà per i prossimi 30 giorni tutto il traffico in Europa alla definizione standard per impostazione predefinita. «Continueremo a lavorare con i governi degli Stati membri e gli operatori di rete per ridurre al minimo lo stress sul sistema, offrendo al contempo una buona esperienza utente», ha affermato YouTube in una nota, aggiungendo che finora sono stati comunque riscontrati solo alcuni picchi di utilizzo.

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