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Netflix grazie al lockdown batte le stime sui nuovi abbonati. Ma il titolo crolla

Le previsioni per il terzo trimestre parlano di un calo di abbonati in ragione della crisi economica. E le azioni a Wall Street cedono il 15%

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam

App e digital, grazie al Covid in testa Zoom, Netflix e Deliveroo

Le previsioni per il terzo trimestre parlano di un calo di abbonati in ragione della crisi economica. E le azioni a Wall Street cedono il 15%


2' di lettura

NEW YORK - Grazie al lockdown, come era per molti versi prevedibile, Netflix ha aggiunto molti più nuovi abbonati del previsto nel secondo trimestre, terminato il 30 giugno: 10,09 milioni di nuovi sottoscrittori nel mondo si sono aggiunti alla società di streaming video nel periodo, rispetto alle stime degli analisti sentiti dalla società di ricerca Refinitiv, ferme a 8,07 milioni. I ricavi sono aumentati del 6,6% a 6,15 miliardi di dollari, in linea con le attese, con un utile per azione nel periodo di 1,59 dollari, al di sotto delle previsioni.
Nel complesso Netflix ha chiuso il secondo trimestre con 193 milioni di abbonati nel mondo. Ted Sarandos, attuale Chief Content Officer della società è stato nominato co-Ceo e affiancherà l’amministratore delegato Reed Hastings.

La frenata per la crisi
Per il terzo trimestre Netflix ha rivisto le guidance in senso peggiorativo e prevede 2,5 milioni di nuovi abbonati, decisamente sotto le attese degli analisti di Wall Street di 5 milioni di nuovi abbonati. I ricavi sono previsti a 6,33 miliardi su un utile per azione di 2,09 dollari. A causa delle previsioni “soft” sui nuovi abbonati le azioni Netflix nelle contrattazioni after-hours a Wall Street hanno avuto un crollo vicino al 15 per cento. A pesare sono le previsioni di frenata dell’economia. Netflix ha infatti messo in guardia che la «crescita sta rallentando con i consumatori che stanno superando l'iniziale shock del coronavirus e delle restrizioni sociali».
«Quando pensiamo alle guidance per il terzo trimestre non pensiamo solo a quello che possiamo fare noi come società» ha spiegato il Cfo Spencer Neumann nella call con gli analisti, in riferimento al contesto macroeconomico e all’incertezza per la ripresa che condizionerà i risultati dell’azienda. Oltre al fatto che il lockdown ha favorito nel secondo trimestre il boom degli abbonati, con i cinema chiusi, gli eventi live interrotti, e un boom del video on demand. Un risultato difficile da ripetere. «Siamo riusciti ad aggiungere 10 milioni di abbonati, che è la crescita più elevata mai registrata nel secondo trimestre», ha detto il responsabile finanziario. La società prevede in ogni caso una crescita del margine operativo del 16% per l'anno in corso, e del 19% per il 2021.

La corsa ai contenuti
Netflix ha dichiarato di non aspettarsi che la sua lista di contenuti per il 2020 sia significativamente influenzata dagli arresti nelle produzioni creati dalla pandemia. La piattaforma di streaming ha rilasciato più di 30 nuovi film da metà marzo. Si aspetta che le attuali battute d'arresto della produzione spingeranno i grandi titoli alla fine del 2021, ma «il numero totale di contenuti originali per l'intero anno sarà ancora superiore al 2020».
Le produzioni originali stanno progressivamente riprendendo in Asia Pacifico. Non si sono mai fermate completamente in Corea. Sono ripartite in parte in Europa. Mentre negli Stati Uniti si stanno seguendo due progetti di animazione in stop-motion in Oregon e due film in California. Il coronavirus condiziona ovviamente tutti i programmi. «Le attuali aree di aumento dell’infezione creano più incertezza per le nostre produzioni negli Stati Uniti, in India e in America Latina, dove speriamo di ricominciare più avanti nel corso dell'anno», ha concluso Neumann.

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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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