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Netflix ha perso 200mila abbonati: primo calo in dieci anni. Il titolo crolla del 25% nell’after hours

La società di streaming sconta alcuni problemi, tra cui la crescente concorrenza e il fenomeno delle password condivise

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3' di lettura

Netflix ha perso 200.000 abbonati nel primo trimestre. È la prima volta in dieci anni che il colosso dello streaming accusa una perdita di abbonamenti. Il dato sorprende gli analisti e delude le attese. Sotto le stime del mercato anche i ricavi, cresciuti del 10% a 7,87 miliardi di dollari. L’utile è calato a 1,6 miliardi dagli 1,71 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente.

Il peggio, però, potrebbe dover ancora arrivare. Secondo quanto riporta Bloomberg, infatti Netflix prevede di perdere altri 2 milioni di clienti nel secondo trimestre, e il 2022 potrebbe diventare il suo anno peggiore in assoluto.
Investitori, analisti e dirigenti di Hollywood avevano previsto una prima parte dell’anno difficile per la società di streaming, ma si aspettavano comunque che Netflix aggiungesse 2,5 milioni di abbonati al proprio pacchetto. Invece non è andata così. E le azioni, già in calo di oltre il 40% quest’anno, sono crollate del 25% negli scambi after-hours.

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Nel mirino le password condivise

La società ha indicato alcune cause per i dati negativi e tra queste spiccano la condivisione delle password e la crescente concorrenza. Oltre ai suoi 221,6 milioni di abbonati, ci sarebbero circa 100 milioni di famiglie che utilizzano il servizio senza pagarlo e ora Netflix sta mettendo a punto dei sistemi per far sottoscrivere abbonamenti anche a quegli spettatori. «La nostra penetrazione relativamente elevata delle famiglie - se si include il gran numero di famiglie che condividono account - combinata con la concorrenza, sta creando venti contrari alla crescita dei ricavi», ha scritto la direzione in una lettera agli azionisti.

I risultati e le difficoltà di Netflix potrebbero avere un impatto ampio sul settore. Dopo aver visto milioni di clienti abbandonare la pay TV per lo streaming, i giganti dell’intrattenimento statunitensi si sono alleati e ristrutturati per competere con Netflix sullo stesso terreno. Gli investitori hanno incoraggiato questo cambiamento strategico, acquistando azioni di società come Disney che hanno dimostrato un impegno nel segmento streaming.

L’emorragia per aree

Netflix ha perso clienti in tre delle sue quattro regioni, di cui oltre 600.000 negli Stati Uniti e in Canada. Ha attribuito la maggior parte di questo risultato a un aumento dei prezzi e ha affermato che il calo era previsto. L’invasione russa dell’Ucraina, poi, è costata alla società altri 700mila clienti, con una perdita di 300.000 clienti in Europa, Medio Oriente e Africa.

L’Asia è l’unico punto luminoso, con un incremento di oltre 1 milione di clienti. Nel complesso, la società aveva previsto che gli abbonati sarebbero cresciuti di 2,5 milioni nel primo trimestre, più o meno in linea con le stime di Wall Street. Per il periodo corrente, gli analisti prevedevano guadagni di 2,43 milioni.

Ancora in forte vantaggio

Netflix rimane comunque molto più avanti della maggior parte dei suoi concorrenti al di fuori degli Stati Uniti ed è il più grande servizio di streaming al mondo. Crede di poter uscire dalla sua attuale situazione attirando nuovi clienti con programmi migliori e trovando più modi per aumentare il numero di utenti. Che Wall Street creda a questa visione è però tutto da dimostrare.

I ricavi del primo trimestre sono cresciuti del 9,8% a 7,87 miliardi di dollari, mancando le stime degli analisti. Per il trimestre in corso, Netflix prevede che le vendite aumenteranno del 9,7% a 8,05 miliardi di dollari, con un profitto di 3 dollari per azione. Entrambi sono al di sotto delle previsioni di Wall Street di 8,23 miliardi di dollari e 3,02 dollari per azione.

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