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Netflix, pieno di utili anche se gli abbonati crescono meno del previsto

Netflix ha dato gli ultimi conti trimestrali prima del debutto di agguerriti rivali nello streaming, da Apple a Disney. E si è preparata alla nuova “guerra digitale” facendo il pieno di profitti

di Marco Valsania


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3' di lettura

New York - Netflix ha dato gli ultimi conti trimestrali prima del debutto di agguerriti rivali nello streaming, da Apple a Disney. E si è preparata alla nuova “guerra digitale” facendo il pieno di profitti: nel terzo trimestre dell’anno li ha migliorati del 65% a 665 milioni di dollari, pari a utili per azione di 1,47 dollari contro gli 1,04 stimati, facendoli accompagnare da un giro d’affari lievitato a sua volta del 31% a 5,25 miliardi, in linea con le attese. Il titolo, tradizionalmente volatile sull’onda del bilancio, ha rapidamente guadagnato fino all’11% nel dopo-mercato per poi moderare il rialzo attorno all’8 per cento.

Sotto osservazione sono rimasti i numeri degli abbonati, questi parsi meno brillanti del previsto, segno della crescente concorrenza, ma sufficienti oggi a rassicurare gli investitori sulla tenuta del leader del settore. Netflix ha aggiunto 517.000 utenti domestici, meno degli 820.000 previsti. I consumatori internazionali hanno in parte compensato la delusione: sono aumentati di 6,26 milioni di unità anziché dei 6,05 milioni pronosticati. Nell'insieme, i nuovi abbonamenti - 6,8 milioni, per un totale di oltre 160 milioni su scala globale - si sono avvicinati anche se hanno mancato l'obiettivo dei 7 milioni attesi alla vigilia. Per il quarto trimestre del 2019 Netflix si aspetta utili per azione pari a 51 centesimi ed entrate di 5,4 miliardi, con 7,6 milioni di nuovi utenti rispetto agli 8,8 milioni aggiunti nello stesso periodo dell'anno scorso.

Netflix veniva da un periodo difficile: dai risultati del precedente trimestre, il secondo, quando aveva sofferto il primo declino dal 2011 negli abbonati statunitensi, il titolo ha perso oltre un quinto del suo valore, pur rimanendo di circa il 65% in rialzo da inizio anno. Di recente almeno sei società di Wall Street hanno tagliato i target di crescita per i titoli del gruppo, citando la concorrenza in arrivo, i costi del content (Netflix ha previsto di spendere almeno 15 miliardi quest'anno) e le frenate negli abbonamenti. Tra queste Morgan Stanley, Ubs e Goldman Sachs. Gran parte degli analisti ha tuttavia mantenuto una raccomandazione di “buy”, di acquisto, sul titolo, rispecchiando il vantaggio che per il momento Netflix vanta ancora sui rivali.

Netflix, oltre a Disney+ e Apple+ prima di fine anno, nel 2020 dovrà affrontare anche la sfida di nuovi servizi streaming di NbcUniversal della Comcast, chiamato Peacock, e di WarnerMedia della AT&T, battezzato Hbo+. Negli ultimi giorni anche una grande catena di sale cinematografiche, la AMC, ha annunciato il lancio di un servizio di streaming chiamato AMC Stubs dove da subito saranno disponibili duemila film.

Ma nel commentare i risultati Netflix ha scommesso che l'espansione dell'universo dello streaming, grazie all'arrivo di nuovi protagonisti la avvantaggerà.

Ha detto di aspettarsi “modesti venti contrari” nel breve periodo. «L'esito probabile, secondo noi, del lancio di tutti questi nuovi servizi sarà di accelerare lo spostamento dalla Tv lineare (quella tradizionale, ndr) al consumo di intrattenimento su domanda».

Un cambio definito «generazionale» che «aprirà vaste nuove opportunità per molti player». La tesi è condivisa da alcuni analisti. Altri avvertono però che al momento in media i consumatori statunitensi, il mercato chiave più redditizio, secondo stime di Deloitte utilizzano tre servizi di streaming e che il 43% mantiene tuttora abbonamenti a pacchertti Tv tradizionali.

Rimane quindi da verificare se i nuovi arrivati andranno ad aggiungersi al menù dei consumatori oppure minaccino di sostituire Netflix.

Riproduzione riservata ©
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    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

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