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Netflix, pronta l’emissione di junk bond per finanziare le serie tv

di Monica D'Ascenzo

(REUTERS)

3' di lettura

La Casa di carta, The End of the F***ing World, Una serie di sfortunati eventi, Orange Is The New Black, The Crown. Gli appassionati di Netflix aspettano le serie del la pay tv online con trepidazione e a dimostrarlo sono i riconoscimenti che la società continua a guadagnare, oltre ai numeri continuamente in crescita di utenti unici. All’iultima edizione degli Emmy Netflix, dopo solo 5 anni dalla prima serie proprietaria, ha battuto la regina del settore degli ultimi 17 anni, HBO: 112 nomination contro le 90 dell’anno precedente. E per alimentare il business la società ha deciso di ricorrere nuovemente al mercato dei junk-bond (vale a dire delle obbligazioni che hanno rating “spazzatura” e quindi pagano interessi più alti).

La società ha in programma un’emissione, in euro e dollari, da 2 miliardi di dollari di senior unsecured bond, secondo il comunicato diffuso quest’oggi. La nuova liquidità sarà utlizzata per continuare ad acquisire nuovi contenuti in licenza e produrre contenuti propri. In occasione della diffusione dei dati della settimana scorsa, la società ha annunciato di stimare di spendere circa 3 miliardi di dollari per i contenuti, continuando a privilegiare serie e film propri.

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Ampi margini di manovra

Nelle sale operative se ne fa una questione di numeri e rapporti. Le azioni della società sono passate, nel giro di 5 anni, dai 50 dollari ai 300. Un incremento che non è andato di pari passo con l’indebitamento della società. Tanto che ora la più grande tv a pagamento online può permettersi di tornare sul mercato obbligazionario. Per alcuni analisti, sentiti da Bloomberg, con una capitalizzazione di mercato di 140 miliardi di dollari, la società si può permettere emeissioni obbligazionarie tra i 22 e i 30 miliardi di dollari per raggiungere il rapporto ottimale nel lungo termine tra capitalizzazione e debito del 20-25 percento. Attualmente, nonostante il debito sia raddoppiato negli ultimi anni, uil rapporto resta al 5% contro il 39% di Comcast, il 48% di CBS e il 74% di Viacom.

Tanto più che il rating della società è in miglioramento. Proprio la scorsa settimana S&P Global Ratings ha alzato il giudizio su Netflix a BB-, tre gradini dal livello di investment grade. All’inizio dell’anno, poi, anche Moody's Investors Service aveva rivisto al rialzo il proprio rating sulla società media, sottolineando comunque una stima di cash flow negativo per il 2018.

I risultati oltre le stime

Proprio la scorsa settimana Netflix ha annunciato i risultati reativi al terzo trimestre dell’anno. Risultati che , per quel che riguarda le sottoscrzioni hanno più che battuto le stime degli analisti. LA società ha registrato 7 milioni di nuovi sottoscrittori da giugno a settembre, 2 milioni in più di quanto atteso dal mercato. Il totale è arrivato a 137 milioni in media al mese. E la politica di espansione continua, tanto che proprio nel week end la società, attraverso le dichiarazioni del chief product officer, Greg Peters, a The Economic Times, ha fatto sapere di star valutando un abbonamento meno caro per il mercato indiano, in cui è appena entrata. D’altra parte le stime di crescita per il mercato dello streaming indiano, secondo PwC, sta crescendo ad un tasso medio annuo del 22,6%- Di questo passo potrebbe diventare uno dei dieci mercati più grandi al mondo per lo streaming da qui al 2022. Proprio per questo Netflix ha in programma di investire 8 miliardi di dollari per produzione indiane.


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