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Neve abbondante sulle Alpi, presenze +2%

Per il turismo è un test in attesa del boom previsto con le prossime Olimpiadi

di Filomena Greco

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Per il turismo è un test in attesa del boom previsto con le prossime Olimpiadi


4' di lettura

Stagione iniziata sotto la buona stella delle nevicate abbondanti, tanto che già a novembre i principali comprensori alpini e delle Dolomiti erano aperti. E per il turismo è un test in attesa del boom previsto con le prossime Olimpiadi. L’Osservatorio italiano del turismo montano, realizzato da Jfc, prevede un inverno 2019/2020 in leggera crescita rispetto alla stagione passata — incremento stimato delle presenze pari al +1,8% e sostanziale stabilità dei fatturati, a +0,6% — con ricavi intorno ai 10 miliardi e mezzo.

Il sistema neve in Italia rappresenta oltre il 10% del turismo italiano

Il sistema neve in Italia rappresenta oltre il 10% del turismo italiano. Si tratta di un settore che vanta una doppia anima: da un lato la rete della ricettività alberghiera e extra-alberghiera, dall’altra gli impianti di risalita e i servizi connessi al mondo dello sci.

Gli investimenti in impianti
«Le imprese attive in questo secondo ambito — racconta Valeria Ghezzi, presidente dell’Anef, l’associazione nazionale degli esercenti funiviari — rappresentano un ambito ad alto tasso di investimenti, con un impegno medio di circa 150 milioni all’anno». Un caso su tutti: negli ultimi dieci anni la portata complessiva degli impianti a fune altoatesini è cresciuta del 7,1% e la portata oraria media per impianto è aumentata dell’11,3%.

In Trentino-Alto Adige 600 impianti
Tra Trentino e Alto Adige sono operativi quasi 600 impianti di risalita e a metà dicembre è stata inaugurata la nuova seggiovia ad ammorsamento automatico Cigolera nella Ski Area San Martino di Castrozza Passo Rolle: un investimento da 5 milioni per una 6 posti che percorre in tre minuti 1.100 metri di percorso con 280 metri di dislivello, parte di un piano da 25 milioni che ha visto realizzare nell’area la Colbricon Express, telecabina a dieci posti sul versante Ces.

I grandi appuntamenti
«Gli operatori continueranno a garantire il loro impegno e il fatto di avere in calendario Cortina 20-21 e le future Olimpiadi rappresenta un incentivo forte anche se serve un’accelerazione» aggiunge Ghezzi. Proprio gli appuntamenti futuri del sistema neve pongono, secondo la presidente di Anef, un tema centrale: «Bisogna avere maggiore attenzione per l’accessibilità delle località montane, a cominciare da alcuni punti deboli come ad esempio la Valtellina».

Per Roberto Galli, presidente di Federalberghi Sondrio, «l’occasione delle Olimpiadi dovrebbe aiutare a risolvere questa situazione di svantaggio», rappresentata dal fatto che per raggiungere l’Alta Valtellina, dunque località importanti come Bormio e Livigno, ci sia una sola strada che ad un certo punta si riduce ad un’unica corsia, con forti limitazioni di velocità.

«L’Alta Valtellina - aggiunge Galli – rappresenta le montagne di Milano e della Lombardia, si tratta di località importanti per lo sci, a cui serve un collegamento migliore e più sicuro». A questo si aggiunge la mancanza di collegamenti tra comprensori e il difficile accesso ai passi.

Le aree
Nella mappa del turismo neve in Italia, a farla da padrona è l’area del Trentino-Alto Adige che nei suoi comprensori accoglie circa il 60% dei turisti italiani e stranieri che scelgono la montagna come destinazione di vacanze. Seguono a ruota Lombardia, Piemonte, Veneto e Valle d’Aosta.
«Guardiamo ai colleghi del Nord Est partendo dalla considerazione che si tratti di un prodotto montagna completamente diverso», commenta Filippo Gerard, presidente di Federalberghi Valle d’Aosta. «I margini di crescita per il turismo montano in Valle d’Aosta ci sono — spiega Gerard — soprattutto se si guarda a quella fetta di clientela italiana che sceglie il mercato francese per avere un prodotto qualificato».

A fare da “driver” in Valle d’Aosta è in particolare la località di Courmayeur dove ad esempio è andato a regime il nuovo Massif hotel, frutto dell'investimento della Castello Sgr, e il nuovo Th con 100 camere a ridosso di Sky Way.

Wellness e chef stellati
Il wellness e la proposta di percorsi benessere da associare ai soggiorni in montagna si consolida come macrotendenza del settore, molto radicata tra Veneto e Trentino Alto Adige e in fase di recupero tra Piemonte e Valle d’Aosta. Tra le novità, poi, emerge la sempre maggiore presenza di chef stellati in quota.

La nuova edizione della Guida Michelin, ad esempio, ha portato una nuova stella in quota in Valle d’Aosta, al ristorante Petit Royal di Courmayer.
E se da un punto di vista del mercato si riduce sempre di più la fascia media di turisti, per una perdita di capacità d’acquisto pesante soprattutto sul mercato italiano, dall’altro lato emerge la spinta a qualificare la rete alberghiera spingendo i tre stelle a fare un salto di qualità.

«In Valtellina abbiamo prevalentemente alberghi da 30 stanze e un solo hotel a 5 stelle in tutta l’Alta Valle, serve una spinta a crescere e investire su servizi aggiunti come le Spa», commenta Galli. Un processo che sta invece caratterizzando le località sciistiche di Piemonte e Valle d'Aosta.

Per approfondire:
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