LA TRIMESTRALE

New York Times: conti oltre le stime, il digitale batte la carta nei ricavi

Il gruppo riporta utili netti per 23,7 milioni di dollari, in calo dai 25,2 milioni di un anno fa ma al di sopra delle attese degli analisti

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(Reuters)

Il gruppo riporta utili netti per 23,7 milioni di dollari, in calo dai 25,2 milioni di un anno fa ma al di sopra delle attese degli analisti


2' di lettura

Il New York Times ha riportato risultati per il secondo trimestre che hanno battuto le attese degli analisti e ha annunciato che per la prima volta i ricavi dell'edizione digitale hanno superato quelli dell'edizione cartacea.

Per il periodo il gruppo ha riportato utili netti per 23,7 milioni di dollari, in calo dai 25,2 milioni di un anno fa ma ben al di sopra delle attese degli analisti che erano di 3 centesimi per azione contro i 18 annunciati. I ricavi nel periodo sono scesi del 7,5% a 403,8 milioni (da 436,3O) ma ben al di sopra dei 390 del consensus.

L’azienda: paga il modello «subscription first»
«Crediamo che la crescita significativa degli ultimi anni negli abbonamenti ai nostri prodotti dimostri il successo della nostra strategia “subscription-first” e la disponibilità dei nostri lettori di pagare per avere giornalismo di alta qualità» ha spiegato l'azienda in un comunicato. Nel periodo il New York Times ha guadagnato 493mila nuovi abbonati ai suoi prodotti giornalistici core e altri 176.000 abbonati ad altri prodotti digitali per un guadagno complessivo di 669mila nuovi lettori abbonati. Alla data del 30 giugno il gruppo aveva 5,7 milioni di abbonati alla sola versione digitale e 6,5 milioni di abbonati complessivi.

Nel periodo i ricavi pubblicitari sono diminuiti del 43,9% mentre i ricavi da abbonamento sono aumentati del 7,5%. I ricavi pubblicitari sul digitale sono scesi del 31,9% mentre quelli sull'edizione cartacea sono crollati del 55%. Il gruppo si attende che i ricavi da abbonamento crescano di circa il 10% nel terzo trimestre mentre i ricavi per gli abbonamenti digitali sono attesi a un balzo di circa il 30%. Restano negative le attese invece sui ricavi pubblicitari: il gruppo si attende un calo complessivo del 35%-40% con una flessione più bassa (circa 20%) per la sola edizione digitale.

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