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Newcleo, 3 miliardi per i reattori puliti

La start up finora ha raccolto 400 milioni in poco più di un anno di attività. A breve iniziano le attività di costruzione del prototipo in Italia

di Monica D'Ascenzo

3' di lettura

Una road map precisa che nel giro di sei anni dovrebbe portare alla costruzione di reattori di quarta generazione. Il business plan di Newcleo, start up nata solo lo scorso anno, ha obiettivi precisi per portare sul mercato non solo reattori, ma anche un combustibile a base di rifiuti radioattivi. Per accelerare sul piano dello sviluppo la società, fondata da Stefano Buono, Luciano Cinotti e da Elisabeth Rizzotti, ha appena chiuso un round da 300 milioni, arrivando così a una raccolta di 400 milioni.

In Italia, dopo il referendum sul nucleare, parlare di reattori è un tabù. Eppure i reattori di quarta generazione sembrano rispondere a diverse obiezioni, secondo Rizzotti: «L'energia nucleare è l'unica energia che non emette anidride carbonica e al tempo stesso con fornitura costante e controllabile. Questa nuova tecnologia di reattori di quarta generazione ha, inoltre, la capacità di assorbire le scorie che producono i reattori “tradizionali” in uso ad oggi e ri-immettere nel ciclo delcombustibile i rifiuti. Possiamo sfruttare questa caratteristica intrinseca producendo combustibile chiamato MOX che sia a base di rifiuti radioattivi (plutonio e uranio impoverito). Questo combustibile “circolare” riutilizza non solo gli scarti prodotti dal nostro stesso reattore, ma anche quelli di altri reattori non di quarta generazione».

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In Italia al momento la start up opera con un centro ricerche a Torino e grazie a una partnership con l’Enea costruirà un prototipo dei nuovi reattori. «Abbiamo già identificato il luogo in cui verrà costruito il prototipo del reattore in Italia: Brasimone, località dell’Appennino bolognese. Siamo a sei mesi dalla partenza. Lo svilupperemo presso il centro nazionale per l'energia atomica dell'Enea, che sta servendo progetti all'estero. I primi test sono previsti all'inizio del 2023. Il primo prototipo naturalmente non sarà nucleare. L'attività di test verrà alimentata con energia elettrica solare. Sarà estremamente compatto e bisognerà testare i vari componenti che costituiscono questo reattore» sottolinea la manager.

La road map, come dicevamo, è chiara nei piani della start up: fra quattro anni sarà pronto il prototipo, mentre fra sei anni questo stesso prototipo verrà ulteriormente sviluppato e riprodotto in Francia e in Inghilterra dove Newcleo ha avviato due progetti e dove i reattori produrranno energia nucleare. «In Inghilterra - aggiunge Rizzotti - potremo essere riconosciuti come attori che producono energia, mentre in Francia, per il modello settoriale che hanno, potremo essere produttori e venditori di reattori. Abbiamo già buoni rapporti con Edf. Un altro modello di business che perseguiamo prevede che i nostri reattori potranno sostituirsi ai motori di propulsione del trasporto marittimo, un'area che ha spazi di crescita immensi».

I 400 milioni raccolti finora, quindi, serviranno solo in questa prima fase. Poi sarà necessario tornare sul mercato per nuovi round. «In 10 anni il fabbisogno finanziario di Newcleo sarà di circa 3 miliardi di euro. I progetti di Francia e Inghilterra richiederanno investimenti per circa 800 milioni di euro l'uno, a cui si aggiunge unmiliardo per creare una fabbrica del MOX, il combustibile innovativo con cui il reattore di quarta generazione verrà alimentato» spiega Rizzotti che aggiunge inoltre: «Abbiamo accelerato sulla linea di produzione perché l'unica industria in grado di supportare la produzione di uranio arricchito è la Russia al momento. Nel mese di febbraio abbiamo deciso di accelerare su questa linea di produzione. Non possiamo far dipendere i nostri business plan da eventuali accordo governativi. L'impianto di produzione del MOX inizialmente sarà in Francia, perché esiste una realtà e un know how già ben sviluppati. Avevano già un progetto di quarta generazione raffreddato a sodio e alimentato a MOX. Era stato sospeso il progetto per motivi economici».

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