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Nexi al palo, gli investitori si interrogano su possibili nuove acquisizioni

Nell'attesa che sia realizzata la fusione con Sia, prevista entro fine anno, la società guarda a espandersi nel Mediterraneo, forse in Grecia, come indicato dall'ad, Bertoluzzo

di Eleonora Micheli

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) Nexi sotto la lente a Piazza Affari, mentre il mercato si interroga su possibili future acquisizioni. Prospettiva che tiene al palo le quotazioni, in una giornata di vivace rialzo per il Ftse Mib.

A margine del convegno sul fintech Money in svolgimento ad Amsterdam, l’amministratore delegato della società, Paolo Bertoluzzo, ha spiegato che mentre si avvicina la fusione con Sia, prevista entro fine anno, potrebbero essere allo studio anche altre eventuali acquisizioni in Paesi del Mediterraneo e molto probabilmente in Grecia. «Confidiamo di chiudere l’operazione con Sia entro fine anno. Il percorso autorizzativo prosegue in linea con le nostre aspettative», ha detto ai giornalisti, ricordando che la chiusura dell’istruttoria è attesa entro metà ottobre. Nel dettaglio, manca ancora l’autorizzazione dell’Antitrust italiano, quella delle authority danesi e il via libera finale di Consob. Ma tutto prosegue come da copione. L’operazione comporterà variazioni nell’azionariato con la Cassa Depositi e Prestiti che avrà circa il 17%, Intesa Sanpaolo circa il 6%, mentre i fondi di private equity (Bain Capital, Advent, Clessidra e Hellman & Friedman) circa il 30%, quota destinata ad essere ridotta nel tempo tramite futuri collocamenti. Cdp, che per ora resterà al 17%, avrà a disposizione l’opzione per salire al 25%, inizialmente prevista tramite aumento di capitale dopo l’operazione tra la stessa Nexi e Nets, che era stata fonte di diluizione.Nel frattempo, Nexi valuta altre opportunità di acquisizione. «Siamo totalmente concentrati sulla crescita organica e al consolidamento delle ultime operazioni, ma non escludiamo ulteriori acquisizioni nel caso ci fossero opportunità» ha detto ancora Bertoluzzo, aggiungendo «puntiamo a crescere, oltre che nel merchant book, anche nell’e-commerce. E poi, sul lato geografico, ci sono mercati come la Grecia che continuano ad interessarci». Proprio Atene, del resto, ricorda Il Sole 24 Ore, è stata la destinazione dell’ultima operazione: cioè l’acquisto del 51% della joint venture con Alpha Bank nei pagamenti digitali. Nel Paese Nexi sembra sia interessata sia al merchant book di Eurobank, dove sarebbe in concorrenza con Worldline, e a quello di National Bank of Greece, dove sarebbe in concorrenza con Evo Payments. «Il mercato greco è più piccolo, ma con caratteristiche simili a quello italiano: ha ancora una penetrazione digitale abbastanza bassa e quindi alti tassi di crescita in prospettiva. Le banche svolgono un ruolo cruciale e il Governo greco sta mostrando grande attenzione ai pagamenti digitali», ha illustrato Bertoluzzo. Intanto per il 2021 la società ha confermato una crescita del 10% dei ricavi sul 2020 (2,1 miliardi senza l’integrazione di Sia) e un ebitda in rialzo dell’11-13 % (da 975 milioni nel 2020). Quanto a Sia, in sei mesi ha generato 382 milioni di ricavi e 146 di ebitda. La nuova realtà avrà 5 miliardi di debiti netti con un rapporto debito/Mol previsto a fine 2022 a 2,5 volte.«Riteniamo che sia Eurobank che National Bank of Greece siano deal di dimensioni simili ad Alpha ossia di circa 300 milioni di euro di enterprise value», hanno commentato gli analisti di Equita, sostenendo che Nexi potrebbe guardare però anche al mercato portoghese, dove potrebbe ripartire l’asta per Sibs. L'azienda potrebbe inoltre mettere sotto la lente l'Est Europa, in particolare Serbia e Croazia dove ha già una presenza tramite Nets. Invece, hanno indicato ancora gli analisti della sim, il gruppo non sembra interessato alle attività dei pagamenti di Iccrea, un target che potrebbe, invece, interessare Worldline. Equita è positiva sulle azioni di Nexi, per le quali raccomanda un ‘Buy’ e calcola un target di prezzo a 20 euro.

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