pagamenti digitali

Nexi in Borsa ad aprile. L’Ipo dell’anno vale 7 miliardi

di Carlo Festa

Innovazione tecnologica, passare al digitale vale il 3,5% del pil

2' di lettura

Nexi si prepara a sbarcare in Borsa in quella che si preannuncia come la più grande Ipo del 2019 in Italia. La società di gestione dei pagamenti ha presentato domanda di ammissione alla quotazione sul Mercato Telematico Azionario e prevede di avviare la vendita delle sue azioni «nel corso del mese di aprile». L’offerta sarà costituita in parte da titoli di nuova emissione, per un controvalore compreso tra 600 e 700 milioni, e in parte con la vendita di azioni da parte degli attuali azionisti, i fondi di private equity Advent, Bain Capital e Clessidra.

La struttura finale dell’Offerta, unitamente agli ulteriori termini rilevanti, sarà determinata in prossimità dell'avvio dell’operazione. Nel contesto dell'offerta è inoltre prevista la concessione di un'opzione greenshoe.

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Il flottante dovrebbe comunque alla fine essere pari a circa il 40%con un'offerta dedicata soltanto agli investitori istituzionali italiani ed esteri. L'Ipo potrebbe avere una valutazione attorno ai 7 miliardi di euro, collocandosi al primo posto tra le Ipo in Italia negli ultimi anni e in cima alle prime quotazioni per valore in Europa nel 2019. Al lavoro è un nutrito consorzio bancario: Banca Imi, Bofa-Merrill Lynch, Credit Suisse, Goldman Sachs e Mediobanca come global coordinator e ben otto bookrunner (Barclays, Citi, Hsbc, UniCredit, Banca Akros, Ubi Banca, Mps e Ubs).

Parte delle risorse dell’Ipo, oltre che sulla crescita, potrebbero essere utilizzate per ridurre l’indebitamento. La società al 31 dicembre 2018 ha una posizione finanziaria netta proforma di 2,418 miliardi, per un rapporto di 5,7 volte l’ebitda: indebitamento eredità dell'acquisizione di alcuni anni fa, a fronte di un margine operativo lordo di circa 500 milioni e di ricavi operativi netti per 931 milioni.

Il piano di Nexi prevede sia una crescita organica sia una crescita per linee esterne, anche a livello europeo. Nel piano al 2023 è prevista una crescita dei ricavi operativi netti tra il 5% e il 7% medio annuo e un ebitda normalizzato in crescita tra il 13% e il 16%. Ma uno degli obiettivi è anche quello di quotare Nexi per partecipare al processo di consolidamento del settore dei pagamenti, che sta avendo luogo a livello europeo.

È per ora invece congelata l’operazione di fusione con Sia. Con la macchina organizzativa di Nexi lanciata verso l’Ipo era prevedibile che non ci fossero i tempi tecnici per studiare un'operazione con la partecipata di Cdp.

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