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Nexi riparte in Borsa: il piano cashless del Governo può spingere i pagamenti digitali

Dopo il -6% a Piazza Affari della settimana in cui è stata annunciata l'acquisizione di Sia e in cui i fondi azionisti hanno ceduto parte della quota, il titolo guarda agli effetti del progetto allo studio da parte del ministero dell'Economia

di Eleonora Micheli

(REUTERS)

2' di lettura

Nexi rialza la testa dopo la debolezza della scorsa settimana, quando sono state annunciate le nozze con Sia, che verranno celebrate entro la prossima estate, operazione seguita immediatamente dal collocamento del 13,4% del capitale da parte dei fondi di private equity azionisti.

Calo del 6% dopo annuncio Sia e collocamento dei fondi soci

I titoli tornano sopra i 16 euro, dopo il calo del 6% della scorsa settimana, quando sono andate in controtendenza con il listino milanese e hanno segnato una delle performance peggiori tra i titoli del Ftse Mib. Gli investitori hanno venduto ‘sulla notizia’ dell'operazione straordinaria, che ormai circolava da mesi negli ambienti finanziari, e che aveva spinto le quotazioni ai massimi storici dall'Ipo oltre quota 18 euro: due circostanze che lasciavano immaginare la volontà dei fondi di private equity azionisti, riuniti nel veicolo Mercury, di approfittare della situazione per cedere una parte del proprio pacchetto. Il collocamento ha riguardato 84 milioni di azioni, pari al 13,4%, e i fondi hanno così ridotto la propria quota al 20,1%. Il mercato ha dunque alleggerito le posizioni e ha iniziato a considerare l'ipotesi di un ulteriore shopping, questa volta internazionale, da parte di Nexi: lo scenario è stato alimentato dalle parole dell'a.d. Paolo Bertoluzzo agli analisti mentre negli ambienti finanziari si parla di un interesse per il gruppo danese Nets. Si tratterebbe di una operazione di grandi dimensioni, visto che la società è stata acquistata da una cordata di fondi due anni per circa 4,5 miliardi di euro, che per il momento ha sollevato lo scetticismo di qualche analista.

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Cashback per spingere i pagamenti con carte e bancomat

A favorire il recupero odierno delle azioni sono anche le ulteriori indiscrezioni, riportate dal Sole 24 Ore, sui dettagli ufficiali che saranno contenuti in uno o più decreti del ministero dell’Economia sul piano cashless, che punta a spingere i pagamenti con carte e bancomat e ad evitare sempre più l’uso del contante. In particolare per quanto riguarda il cashback, ovvero il rimborso del 10% su una spesa massima annua di 3mila euro di beni e servizi pagati con moneta digitale, sarà necessario spendere almeno 1.500 euro in un semestre facendo almeno 50 operazioni. Inoltre le transazioni superiori a 150 saranno parzialmente neutralizzate: un acquisto da 500 euro, cioè, conterà pur sempre come un`operazione tracciata, ma contribuirà solo per 150 euro al totale dei 1.500 euro. L`obiettivo, in tal modo, è quello di spingere i piccoli pagamenti tracciati, evitando di erogare il rimborso a chi fa poche grandi transazioni. Il 1° dicembre partirà anche il `super-cashback`, ossia un premio di 3mila euro riservato ai 100mila cittadini che effettueranno il maggior numero di transazioni elettroniche in un anno.

In Italia margini di crescita per i digital payments

Gli analisti di Equita hanno sottolineato che la manovra così detta cashless sia positiva per Nexi, accelerando la crescita del business dei pagamenti digitali: nell'annunciare l'operazione con Sia, Nexi aveva ricordato che il tasso di penetrazione dei pagamenti digitali in Italia è al 24%,valore inferiore rispetto alle grandi economie europee che consente ampi margini di incremento.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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