automazione 4.0

Nice, sei acquisizioni in 14 mesi: ora crescita con la smart home

di A.Lar.


3' di lettura

Sei acquisizioni messe a segno negli ultimi 14 mesi, grazie a un investimento di 130 milioni di euro, e un futuro all’insegna del consolidamento e della crescita dimensionale. Obiettivo: integrare le ultime società salite a bordo, consolidare la gamma prodotti e aumentare la presenza in aree geografiche dove oggi la società è poco presente.

Nice, la multinazionale italiana specializzata in home automation, home security e smart home - con un’ampia offerta di soluzioni integrate per l’automazione di cancelli, garage, sistemi per schermature solari, sistemi di parcheggio, sistemi di allarme wireless e home security per applicazioni residenziali, commerciali e industriali - dopo il delisting messo a inizio 2019, si dà un nuovo assetto, rafforza l’attività storica e scommette su linee di prodotto emergenti.

Tra queste, la nuova famiglia di dispositivi «Nicepass» per il controllo degli accessi di veicoli e persone, lanciata in Francia, Spagna e ora anche in Italia, pensata per applicazioni in strutture commerciali e residenziali, soprattutto grandi condomini. Ma anche l’area dedicata alla smart home, sulla scia dell’acquisizione della società polacca Fibaro (messa a segno nel luglio del 2018), che ha permesso a Nice di diventare parte ingegrante degli ecosistemi per la casa intelligente basti sugli assistenti vocali di Amazon, Apple e Samsung.

«A seguito del delisting – spiega Lauro Buoro, presidente e fondatore di Nice – e di conseguenza del rinnovo del Cda di Nice, abbiamo deciso di fare una modifica sostanziale del consiglio. Le figure apicali sono rimaste le stesse, nel segno della continuità. Nello stesso tempo, anche se non più quotati, abbiamo deciso di mantenere due consiglieri indipendenti a ricoprire ruoli strategici per il gruppo».

Il riferimento è a Giovanni Gajo, oggi presidente onorario di Alcedo sgr, nome noto della finanza triveneta, con un’esperienza nel settore fusioni e acquisizioni e delle operazioni straordinarie. «Il suo compiuto – spiega Buoro – sarà quello di aiutarci nel processo di crescita dimensionale della nostra azienda, con un focus sull’integrazione delle società già avviate e di eventuali future acquisizioni».

Confermato nel suo ruolo anche Antonio Bortuzzo, che resta nel consiglio come indipendente. «Bortuzzo ha una conoscenza profonda di tutti i comitati che presiedeva quando l’azienda era quotata, dalla vigilanza alle retribuzioni. Un assetto che vorremmo mantenere», spiega ancora Buoro.

Sul fronte industriale, il piano della società nata a Oderzo, in provincia di Treviso, prevede una trasformazione in chiave 4.0 di tutte le fabbriche, a cominciare da quelle di Stati Uniti, Nord America e Germania. In Brasile sorgerà invece una nuova fabbrica per la costruzione di motori, per quello che è il primo mercato di Nice, dove sorge anche uno dei più grandi centri di ricerca del gruppo, con 50 ingegneri dedicati ad attività di ricerca e sviluppo.

Nel 2019 partiranno anche i lavori di espansione italiana per il nuovo stabilimento produttivo, su un’area di 13mila metri quadrati, frutto di un investimento complessivo di 20 milioni di euro.

L’azienda ha chiuso il 2017 con un fatturato pari a 325 milioni di euro e un Ebit di oltre 40 milioni. Attualmente occupa 2.200 dipendenti in tutto il mondo. Tra i grandi clienti italiani che recentemente hanno scelto applicazioni Nice ci sono anche due edifici simbolo della nuova Milano: l’Unicredit Pavilion e il Centro direzionale del gruppo Unipol progettata dallo studio Mario Cucinella Architects.

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti