TEcnologia e coronavirus

Nicita (Agcom): «Per successo app di tracciamento operatori tlc ne incentivino l'uso»

L'intervista al commissario dell'Autorità membro della commissione Pisano

di Simona Rossitto

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Antonio Nicita, commissione dell'Agcom

L'intervista al commissario dell'Autorità membro della commissione Pisano


4' di lettura

L'app per il tracciamento del contagio avrà successo «se la usiamo. Credo che gli operatori telco possano dare una mano nel fornire opportuni incentivi legati all'utilizzo volontario dell'app». Parola di Antonio Nicita, commissario Agcom nonché membro della commissione Pisano che si occupa anche dell'app. Secondo Nicita l'app può essere utilizzata, in maniera diversa, nella gestione di tutte le fasi dell'emergenza che per il commissario Agcom sono quattro. Si va dalla prima, che è quella che stiamo vivendo e «finché vi siamo dentro la raccolta di dati può essere utile solo unitamente a un campionamento, quale quello annunciato dall'Istat, che possa darci una capacità predittiva sulla durata della fase», all'ultima fase, la numero quattro: «è quella – spiega - che ci prepara al futuro ove il virus dovesse ripresentarsi, per isolarlo in tempi assai più rapidi». A fine crisi si potrà poi aprire la possibilità per «un rilancio armonioso e territorialmente equilibrato degli investimenti in reti di alta capacità». E l'Agcom, dice Nicita, non farà mancare il suo contributo.

Professor Nicita, qual è il ruolo dell'Agcom nelle ultime iniziative del Governo per contrastare il coronavirus e scegliere un'app che abbia successo nel tracciamento del contagio?
Agcom è stata coinvolta dal Governo in due iniziative: una è la Commissione della ministra Pisano che si occupa anche della App per il tracciamento del contagio, in cui io sono stato designato a far parte, e l'altra la task-force sulla disinformazione voluta dal sottosegretario Martella. In entrambe le iniziative Agcom partecipa limitatamente alle proprie competenze, fornendo il proprio contributo tecnico naturalmente e porterà gli esiti degli studi e delle attività svolte per indicazioni di policy al Governo e al legislatore proprio sulle cosiddette data driven policy che con l'Antitrust e il Garante Privacy abbiamo tracciato nella nostra indagine conoscitiva sui big data.

Come vede l'Agcom il lancio di una politica pubblica dei dati anche attraverso il tracciamento svolto dall'app per il coronavirus?
Quella della ministra Pisano è una iniziativa molto importante e necessaria, tant'è che la stessa Commissione europea ha pubblicato un documento in tal senso. E' chiaro che tra tutte le Autorità, il ruolo principale di osservazione e consultivo, in questa fase, spetta al Garante Privacy e in particolare alla individuazione del giusto equilibrio tra tracciamento e rispetto delle norme GDPR e non solo. Il gruppo che sta lavorando sulla selezione dell'App ha al proprio interno esperti di altissimo valore che stanno lavorando a mio avviso molto bene e in tempi assai ravvicinati. Agcom potrà dare un contributo da osservatore tecnico in una fase successiva alla selezione dell'app, in particolare ragionando sull'accesso ai dati delle Big Tech, sulla capacità d'interazione dell'App con l'ambiente digitale di connessione, su possibili incentivi, da studiare anche con gli operatori di comunicazione, per l'effettivo uso dell'App da parte dell'utente.

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In che modo un'app di tracciamento potrà aiutare a contrastare il contagio?
Diciamo innanzitutto che l'App di tracciamento dovrà essere inserita efficacemente in un contesto di policy articolate. Come suggerisce l'Organizzazione mondiale per la sanità, la raccolta dei dati e il tracciamento opportunamente anonimizzato o pseudoanomizzato deve permettere una politica delle le 3T: Test, Treat, Track. Naturalmente il modo in cui organizziamo le tre T dipende anche dalla fase in cui ci troviamo. Oggi un'app di tracciamento deve aiutarci soprattutto per la cosiddetta fase due, cioè per gestire la transizione dell'uscita. Anche se la fase due a mio avviso va distinta in almeno tre fasi.

Quali sono le tre fasi?
Forse conviene sin da subito ragionare di quattro fasi e capire come un' app di tracciamento possa aiutare a gestirle. La prima fase la stiamo vivendo ancora purtroppo e finchè vi siamo dentro la raccolta di dati può essere utile solo unitamente a un campionamento, quale quello annunciato dall'Istat, che possa darci una capacità predittiva sulla durata della fase. La fase due è quella che si aprirà dopo aver osservato un significativo rallentamento e riguarderà rientri selettivi al lavoro e a talune attività. Qui diventa utile capire chi è negativizzato e quali misure comportamentali vengono rispettate. E diventa importantissimo garantire che questa ‘apertura' sia limitata e selettiva. La terza fase è quella di vera uscita per la totalità della popolazione, ma non sarà un ritorno alla vita ‘normale'. Dovranno essere rispettate molte nuove regole e l'app di tracciamento può aiutarci anche nel monitoraggio di queste regole e al rispetto dei vincoli (anche banalmente di congestione o assembramento) in molte attività di lavoro, trasporto, scuola, tempo libero, turismo. La quarta fase è quella che ci prepara al futuro ove il virus dovesse ripresentarsi, per isolarlo in tempi assai piu rapidi.

Come potrà Agcom intervenire per far sì che l'app che sarà selezionata sia poi usata con successo?
La app avrà successo se la usiamo. Credo che gli operatori telco possano dare una mano nel fornire opportuni incentivi legati all'utilizzo volontario dell'app. E' una riflessione che stiamo svolgendo e che ovviamente deve essere pienamente trasparente. L'altro importante pezzo del ragionamento è l'accesso ai nostri dati in possesso delle big tech per aiutare nel tracciamento del contagio e prevenirlo e integrare così le varie banche dati disponibili per il disegno delle politiche pubbliche.

Questa crisi ha dimostrato la centralità della connessione e la necessità di superare il divario digitale. Che cosa ne pensa?
Credo che dopo la fase acuta dell'emergenza, si apra una concreta possibilità per un rilancio armonioso e territorialmente equilibrato degli investimenti in reti di alta capacità. Agcom non farà mancare un contributo proattivo.

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