processo di primo grado

Nicola Cosentino condannato a 7 anni e 6 mesi. Condannati anche i fratelli

(ANSA)

3' di lettura

Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) ha condannato l'ex sottosegretario Nicola Cosentino (Pdl) a 7 anni e sei mesi di carcere al termine del processo di primo grado ”Carburanti”, in cui era imputato per estorsione e illecita concorrenza con l'aggravante mafiosa. La Corte ha emesso condanne rispettivamente a 9 anni e 6 mesi e 5 anni e 4 mesi anche a carico dei fratelli, Giovanni e Antonio Cosentino. Prescritto il reato contestato all’ex prefetto di Caserta ed ex deputato Pdl, Maria Elena Stasi. Soddisfazione tra i magistrati della Dda di Napoli Alessandro D’Alessio e Fabrizio Vanorio, dopo la lettura del dispositivo da parte della presidente della corte Roberta Carotenuto (giudici a latere Luana Romano e Fabio Provvisier), che ha condannato i fratelli Cosentino al termine del processo.

Terza condanna in meno di un anno
I giudici hanno poi disposto la confisca delle quote e dei beni della società di carburanti della famiglia Cosentino, l'Aversana Petroli. «L’unico a parlare è stato l’avvocato dell'ex politico, Agostino De Caro: «Sono sgomento per questa sentenza - ha detto - a mio avviso i fatti contestati non sussistevano. Ora leggeremo le motivazioni e vedremo».

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Per Cosentino, tuttora agli arresti domiciliari, si tratta della terza condanna. Nel novembre scorso Cosentino era stato condannato sempre dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere a nove anni di carcere per concorso esterno in associazione camorristica in quanto ritenuto il “referente politico nazionale” del clan dei Casalesi, mentre alcuni mesi prima, a giugno, gli era stata inflitta una condanna a 4 anni dal Tribunale di Napoli Nord per la corruzione di un agente del carcere di Secondigliano (Napoli). Sull’ex coordinatore regionale di Forza Italia pende, inoltre, una ulteriore richiesta di condanna a nove anni di carcere per corruzione e reimpiego di capitali illeciti con l’aggravante mafiosa in relazione alla costruzione, mai avvenuta, del centro commerciale “Il Principe”, il cui dibattimento dovrebbe concludersi il 21 aprile.

La vicenda
Il processo “Carburanti” riguardava l'azienda di famiglia dei Cosentino, l’Aversana Petroli, fondata dal padre dell’ex politico, che secondo l’accusa sarebbe stata avvantaggiata illecitamente ai danni della società di un altro imprenditore, Luigi Gallo, che ha reso dichiarazioni accusatorie contro i Cosentino. I giudici hanno condannato i tre fratelli più altri tre imputati a versare a Gallo una provvisionale di 50mila euro. Tra gli episodi contestati le pressioni fatte dai Cosentino perché il Comune di Villa di Briano negasse l'autorizzazione - cosa effettivamente avvenuta - alla richiesta di apertura di una pompa di benzina avanzata da Gallo; ma anche i legami con la prefettura di Caserta, che secondo la Procura, nel 2006, quando era retta dalla Stasi, cancellò l’interdittiva antimafia a carico dell’azienda dei Cosentino nonostante il provvedimento fosse stato confermato da una sentenza del Consiglio di Stato. La Stasi divenne poi parlamentare nel partito di Cosentino.

Le altre condanne
Con i Cosentino, sono stati condannati il funzionario della Regione Campania Luigi Letizia (cinque anni e quattro mesi), i dipendenti della Q8 Bruno Sorrentino e Giovanni Adamiano (entrambi a tre anni e sei mesi), e l'imprenditore ritenuto vicino al clan Zagaria Michele Patrizio Sagliocchi (sette anni - si veda l’integrazione più oltre); assolti gli ex dipendenti dell'Ufficio tecnico del Comune di Casal di Principe Vincenzo Schiavone, Giacomo Letizia e Vincenzo Falconetti. Nello stessa indagine erano indagati anche i fratelli del boss Michele Zagaria, Pasquale e Antonio, che sono stati condannati al termine del rito abbreviato.

Integrazione del 4 marzo 2020: in data 14 settembre 2020 Michele Patrizio Sagliocchi è stato assolto dalla Corte d’Appello di Napoli per non aver commesso il fatto.

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