Emergenza Covid

Niente chiusure in zona arancione: cosa può succedere con l’estensione del green pass

È l’opzione sponsorizzata dal governatore del Friuli Venezia Giulia e presidente della conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga

2' di lettura

È fissato nel primo pomeriggio di giovedì 16 settembre l’incontro tra il governo e le Regioni sul decreto che estende il green pass obbligatorio a tutti i luoghi di lavoro, sia pubblici che privati. Sarà questa l’occasione in cui il presidente della conferenza delle Regioni, il leghista Massimiliano Fedriga, tornerà a rilanciare la richiesta di mantenere aperte le attività economiche anche in zona arancione proprio in forza dell’estensione del green pass decisa dal governo. Una prospettiva che certo faciliterebbe anche il via libera di Salvini al decreto.

Fedriga: green pass permette di tenere aperto in arancione

«Se anche una Regione dovesse passare in zona arancione o rossa, col Green pass si può tenere aperto. È sbagliato paventare nuovi lockdown perché quest’anno abbiamo armi in più che danno un’alternativa. Non possiamo più permetterci che in arancione si chiudano i ristoranti» è la posizione di Fedriga.

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Le restrizioni attuali in fascia arancione

Con le regole attuali infatti mentre le restrizioni per la zona gialla sono limitate (mascherine obbligatorie anche all'aperto e minore capienza per spettacoli all'aperto e stadi, ma nessuna chiusura di negozi o attività) scatta una vera stretta in zona arancione. Una «penalizzazione» che si attiva se a livello regionale si superano i 150 casi settimanali ogni 100mila abitanti e si oltrepassa sia il 20% dei ricoveri in terapia intensiva che il 30% negli altri reparti.

Ristoranti chiusi (solo asporto)

Nelle regioni in fascia arancione (attualmente nessuna in Italia lo è) i negozi sono tutti aperti, compresi parrucchieri, barbieri e centri estetici, ma nel weekend sono chiusi i centri commerciali. Sono chiuse palestre, piscine, teatri e cinema. Ed è vietato il servizio al tavolo in bar e ristoranti sia all’aperto che al chiuso. È consentita (fino alle 22) solo la ristorazione con consegna a domicilio o asporto. Quanto alla scuola, fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, i governatori delle Regioni possono derogare all'obbligo di scuola in presenza e utilizzare la dad ma solo «in circostanze di eccezionale e straordinaria necessità dovuta all'insorgenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus Sars-CoV-2 o di sue varianti nella popolazione scolastica».

Previsto il coprifuoco

Nelle regioni in zona arancione infine gli spostamenti sono liberi per tutti solo nel proprio comune (a parte la fascia oraria del coprifuoco dalle 22 alle 5 di mattina). Gli spostamenti in entrata e in uscita dai territori collocati in zona arancione sono consentiti sempre a chi è provvisto di green pass . E a tutti, ma con autocertificazione, solo per comprovate esigenze lavorative, di necessità o di salute. È sempre consentito il rientro alla residenza, al domicilio e nelle seconde case.

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