Cassazione

Niente danni per le minori testimonial involontarie di acquapark e gelati

Nessun risarcimento ai genitori per lo scatto “rubato” alle figlie sullo scivolo e finito sul poster della Sammontana, la pubblicazione è però abusiva senza il consenso

di Patrizia Maciocchi

default onloading pic
(mariettothebest - stock.adobe.com)

Nessun risarcimento ai genitori per lo scatto “rubato” alle figlie sullo scivolo e finito sul poster della Sammontana, la pubblicazione è però abusiva senza il consenso


2' di lettura

Niente risarcimento ai genitori delle bambine finite su un cartellone pubblicitario, grazie auna foto scattata mentre fanno lo scivolo in un aquapark, nel corso di un evento sponsorizzato dalla Sammontana. Le minori, non possono, infatti, essere considerate testimonial involontarie perché in nessun modo il pubblico può collegarle né all’azienda di gelati né al parco acquatico e gli scatti non sono lesivi del loro onore.

L’assenza del danno

Ma l’assenza della prova del danno se basta ad escludere il risarcimento non è sufficiente per considerare, senza l’ok dei genitori, legittima la pubblicazione come ritenuto, sbagliando, dalla Corte d’Appello. Il diritto alla riservatezza nel caso di minori è ancora più stringente. Ma quasta considerazione non cambia le sorti della causa. La Corte di cassazione (sentenza 8880) respinge il ricorso dei genitori delle minori che chiedevano di essere risarciti per i danni patrimoniali e non, a causa degli scatti che, a loro avviso, dovevano considerarsi “rubati”. Una richiesta che era stata avanzata malgrado all’ingresso del parco divertimenti, fosse stata segnalata, con un cartello, la presenza di un fotografo pronto ad immortalare l’evento “Intrigo Day”, ovvero “la giornata più divertente dell’estate”, che aveva come sponsor “Sammontana Gelati all’Italiana”. Il villaggio acquatico, aveva chiamato in causa per essere manlevata, la società responsabile materiale dello scatto incriminato. Ma non serve.

Il consenso dei genitori

La Corte d’Appello aveva escluso non solo il danno, non provato, ma aveva negato anche l’abusiva pubblicazione della foto, perché realizzata nel corso di una manifestazione di massa al quale partecipavano molti bambini. Il fatto che l’immagine delle figlie dei ricorrenti campeggiasse nel manifesto pubblicitario, prescindeva «dalla loro individualità» e aveva il solo scopo di mettere in risalto l’alto grado di godimento e di partecipazione. Per i giudici territoriali la diffusione con vari mezzi delle fotografie era lecita perché non lesiva dell’onore e della reputazione delle persone ritratte. La Cassazione, conferma il no al risarcimento, ma non concorda sul fine che giustifica i mezzi, nè sulla casualità dell’evento.

Privacy più stringente per i minori

Lo scopo di pubblicizzare il nuovo scivolo non giustifica la pubblicazione della foto senza un via libera da parte dei genitori. Nello specifico poi trattandosi di minori il diritto alla riservatezza deve essere ancora più stringente. Ma quasto non basta per accogliere un ricorso teso al risarcimento

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti