ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’ordinanza

Esonero dagli esami di Stato per gli studenti ucraini in Italia

Unici ammessi a maturità e licenza media gli alunni con abilità linguistiche idonee a sostenere le prove: lo prevede l’ordinanza del ministro Bianchi

di Eugenio Bruno

(ANSA)

3' di lettura

Niente esame di Stato per gli studenti ucraini fuggiti dalla guerra e arrivati in Italia nei mesi scorsi. A meno che non abbiano una conoscenza adeguata della lingua italiana che consenta loro di sostenere regolarmente la maturità o la licenza media. A prevederlo è l’ordinanza del ministro Patrizio Bianchi, che ha incassato il parere favorevole del Consiglio superiore ed è in attesa di pubblicazione. Per tutti gli altri prevista invece l’ammissione d’ufficio alla classe successiva.

La platea

Stando agli ultimi dati diffusi da viale Trastevere, aggiornati al 23 maggio scorso, sono 27.323 gli alunni ucraini accolti nel nostro Paese, di cui il 21% iscritto alla scuola dell'infanzia, il 46% alla primaria, il 23% alle secondarie di primo grado e il 10% alle secondarie di secondo grado, distribuiti in tutte le Regioni, con punte del 21% in Lombardia, 12% in Emilia Romagna e 10% in Campania.

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Esami di Stato

Sia per gli esami di terza media che per quelli di quinta superiore la decisione presa dal ministro Bianchi è la stessa: il consiglio di classe delibera l'esonero dalla partecipazione all'esame di Stato per gli studenti ucraini che non siano in grado di sostenere le prove, in considerazione sia delle abilità linguistiche nell’italiano scritto e orale sia del livello di apprendimento raggiunto. Per loro l’esame sarà sostituito dalla valutazione del consiglio di classe e riceveranno un attestato del credito formativo che basterà per iscriversi alle superiori ma non sostituirà invece il diploma. Chi vorrà ottenerlo, infatti, potrà utilizzare l’attestato per ripetere la quinta.

Promozione (quasi) d’ufficio

L’ordinanza ministeriale interviene anche sugli alunni ucraini delle classi intermedie. Introducendo, di fatto, la promozione d’ufficio e vietando sia le bocciature che l’attribuzione dei debiti formativi visto che ripeterà l’anno solo chi ha violato lo Statuto degli studenti e delle studentesse. Con alcune differenze tra primo e secondo ciclo.
Per le classi intermedie di elementari e medie è prevista la valutazione finale del consiglio di classe per singola materia oppure globale se per alcune discipline non è possibile esprimere un giudizio compiuto. A ogni modo, la pagella sarà accompagnata - si legge nel testo - da un «Piano di apprendimento individualizzato, in cui sono indicati, per ciascuna disciplina, gli obiettivi di apprendimento di lingua e di contenuto da conseguire nel corso del successivo anno scolastico nonché le specifiche strategie per il raggiungimento dei relativi livelli di apprendimento».
Alle superiori, invece, il consiglio di classe procederà sì globalmente ma inserirà nel verbale di scrutinio finale «le eventuali valutazioni presenti, ancorché insufficienti; non si procede ad alcuna valutazione - precisa l’ordinanza - per le discipline nelle quali il consiglio di classe non disponga di adeguati elementi rinviando ad un giudizio globale». E il Piano di apprendimento individualizzato, con annesse azioni di recupero, riguarderà solo le materie in cui il ragazzo o la ragazza ha chiuso l’anno con un’insufficienza.

Le richieste del Cspi

Quest’ultimo punto non piace al Cspi. Tra i pochi rilievi avanzati dall’organismo consultivo di viale Trastevere c’è quello di adottare anche al secondo ciclo lo stesso metro di giudizio previsto per il primo. Come si legge nel parere, il Cspi «ritiene opportuno, qualora non sia possibile ai consigli di classe di esprimere una valutazione sufficiente in una o più discipline nelle classi intermedie del secondo ciclo di istruzione, di non prevedere l'attribuzione di valutazioni non sufficienti, ma di esprimere la valutazione finale, anche in questi casi, attraverso un giudizio globale sul livello di sviluppo degli apprendimenti».
Altro tema la certificazione delle competenze rilasciata dalla scuola al termine delle medie che il ministero pensa di mantenere e che i sindacati vorrebbero eliminare, «sia per il limitato periodo di frequenza degli alunni che per la possibile difficoltà delle scuole
nell'individuazione di adattamenti del modello ministeriale». Chissà se in sede di stesura finale del testo Bianchi li ascolterà o meno.

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