LA DECISIONE DELLA CASSAZIONE

Niente Irap per il promotore finanziario che ha solo un collaboratore

di Andrea Taglioni

2' di lettura

Al promotore finanziario spetta il rimborso dell’Irap se nell’esercizio della sua attività si avvale di una struttura di mezzi e impiega un solo collaboratore tali da non costituire un’attività autonomamente organizzata. Quest’ultima, prescindendo anche dal volume di affari dichiarato, non si configura se, nell’attività esercitata, sia essa professionale o d’impresa, viene impiegato un solo impiegato con funzioni amministrative o meramente esecutive e i beni strumentali non eccedono il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività. A confermare questo principio è la Cassazione con l’ordinanza 20797/2017 del 5 settembre.

L’ordinanza 20797/2017 della Cassazione

Visualizza

Il silenzio-rifiuto sul rimborso
La vicenda è scaturita dal silenzio-rifiuto formatosi sulla domanda di rimborso Irap avanzata da un promotore finanziario con riguardo agli anni d’imposta dal 2007 al 2011. La Ctr ha rigettato l’appello del contribuente uniformandosi alla decisione di primo grado che aveva ravvisato il requisito dell’autonoma organizzazione.

Loading...

Il ricorso in Cassazione

Il ricorso del contribuente, che lamentava l’erronea interpretazione della norma, ritenendo l’insussistenza del presupposto impositivo, è stato deciso e accolto nel merito dalla Cassazione. I giudici di legittimità ricordano innanzitutto che, in base ai principi affermati dalle Sezioni Unite (9451/2016), l’impiego di un solo collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive e l’utilizzo di beni strumentali essenziale per l’attività, non integra i requisiti di un’attività autonomamente organizzata.

Nel caso esaminato, quindi, la Cassazione ha ritenuto che la Ctr, non uniformandosi a tali enunciati, è incorsa un evidente errore di diritto ritenendo, anche per il fatto che la questione non è mai stata contestata dall’amministrazione, ininfluente l’impiego di una sola unità con mansioni di segretaria.

Il volume dei ricavi
Inoltre, i giudici di legittimità hanno censurato la sentenza impugnata nella parte in cui i giudici di secondo grado non solo, non hanno valutato i singoli bene necessari per l’espletamento dell’attività, che non eccedevano il minimo indispensabile, ma hanno anche ritenuto rilevante il volume dei ricavi dichiarati. Pertanto, è chiaro che la soggezione all’Irap può prescindere dalla natura del soggetto passivo potendo l’obbligazione tributaria nascere solamente laddove dall’insieme delle risorse, dei mezzi, dei capitali e del lavoro altrui, si viene a configurare l’autonoma organizzazione.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti