la sentenza

Niente multa se il blocco non era stato comunicato

Per il Gdp di Roma è l'amministrazione che deve dimostrare tutto

di Maurizio Caprino


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(Fotogramma)

1' di lettura

Va annullata la multa per circolazione con un veicolo sottoposto a fermo amministrativo (ganasce fiscali), se l’agente della riscossione non dimostra in giudizio di aver avvertito dell’adozione del provvedimento l’interessato e le cartelle che avevano portato al fermo erano state già annullate con sentenza. Con questo principio, minoritario in giurisprudenza, il giudice di pace di Roma Silvia Marini (sentenza 33486/2019, depositata il 9 dicembre) ha dato ragione a un ricorrente che si era opposto sia alla pesante sanzione sia all’iscrizione del fermo.

Il ricorso del difensore, Adriamìno Simonetti, verteva principalmente proprio sul fatto che l’interessato non aveva ricevuto comunicazioni, oltre che sull’onere per il riscossore di inviare un sollecito di pagamento per importi inevasi inferiori a 2.000 euro. Ma al giudice è bastato constatare che né l’agente della riscossione né la Prefettura abbiano dimostrato di aver comunicato l’iscrizione del fermo.

La motivazione è che in giudizi del genere non è il ricorrente a dover dimostrare la mancata comunicazione da parte dell’amministrazione: per la Consulta (sentenza 507/1995) l’opposizione al verbale tende a un accertamento negativo, che inverte l’onere della prova. E chi circola senza sapere del fermo ricade nell’articolo 3 della legge 689/1981, secondo cui, nelle violazioni commesse per errore sul fatto, non si è punibili se l’errore non dipende da colpa del soggetto interessato.

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