contro il rischio carenza

Niente più quarantena per i medici. Stop solo a chi è positivo e ha sintomi

La novità arriva nel nuovo decreto sull’emergenza con misure straordinarie per la Sanità e scrive nero su bianco quanto già chiesto dalle Regioni più esposte ai contagi

di Marzio Bartoloni


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2' di lettura

Niente più quarantena per medici e infermieri che sono venuti a contatto con persone positive al Coronavirus. Dovranno fermarsi solo nel caso presentino i sintomi o risultino positivi al tampone. La novità di peso arriva nel nuovo decreto sull’emergenza con misure straordinarie per la Sanità e scrive nero su bianco quanto già chiesto dalle Regioni più esposte ai contagi. E cioè non rinunciare ai camici bianchi ora che il Servizio sanitario è più sotto pressione e ha bisogno di tutte le forze in campo.

L’esclusione dall’obbligo di quarantena
Attualmente sono centinaia i medici in quarantena in tutta Italia, 150 solo i medici di famiglia. Da qui l’introduzione di una eccezione di peso per il personale sanitario, come già accaduto in Cina nell’epicentro dell’epidemia, all’obbligo di quarantena che per esempio ha riguardato anche personaggi pubblici come il governatore della Lombardia Attilio Fontana o il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli. Che dopo essere venuti a contatto con un caso positivo si sono messi in autoquarantena. Una cautela che per i medici e gli altri operatori sanitari ora non sarà più valida, come riporta la bozza del decreto arrivato sul tavolo del consiglio dei ministri. Che prevede appunto che le misure di sorveglianza non si applicano « agli operatori sanitari e a quelli dei servizi pubblici essenziali». Ma i medesimi operatori dovranno però sospendere «l'attività nel caso di sintomatologia respiratoria o esito positivo per COVID‐19».

Zaia: «Rischio svuotamento della Sanità»
Tra i primi a chiedere di escludere il personale sanitario dall’obbligo di quarantena è stato il governatore del Veneto, Luca Zaia: «Abbiamo 450 persone del mondo della sanità che sono in isolamento fiduciario, stanno a casa, non possono lavorare e non sono positivi. Per questi ho chiesto
più volte al ministro, al Governo e al presidente del Consiglio la possibilità di riconoscere e dare a loro la possibilità di lavorare. Penso e spero che questo problema si risolva, altrimenti svuotiamo il mondo della sanità dagli operatori». Una richiesta che sembrerebbe ora essere stata accolta dal Governo. «Si dia ai medici la possibilità di poter operare anche se rappresentano dei contatti con persone positive. Non possiamo mettere in isolamento fiduciario - aveva sottolineato ancora Zaia - medici per 14 giorni». Secondo il governatore la quarantena dei medici dovrebbe essere su base «volontaria, garantendo tutta una serie di attività come il tampone quotidiano dei sanitari negativi, ma anche di quelli che hanno avuto l’evenienza o un contatto con un positivo».

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