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Niente regali per un italiano su sei. Ma per il pranzo spesi 2,7 miliardi

Tra chi ha scartato i regali la spesa media è stata di 177 euro a testa. Pranzo di Natale a casa per oltre nove italiani su dieci

Ansa

3' di lettura

Niente regali quest’anno per un italiano su sei a causa del clima di sobrietà determinato soprattutto dalle difficoltà economiche e dalle preoccupazioni per il futuro. E’ quanto emerge dall’analisi Coldiretti/Ixe’ dalla quale si evidenzia tuttavia che a rinunciare al tradizionale dono sono però il 23% in meno rispetto allo scorso anno segnato ancora dagli effetti della pandemia. Tra chi ha scartato i regali la spesa media è stata di 177 euro a testa ma in molti - sottolinea la Coldiretti - sono stati costretti a dirottare il budget dei regali per affrontare spese urgenti.

Per contro, però, gli italiani hanno speso quasi 2,7 miliardi di euro per i cibi e le bevande da portare in tavola tra la cena della vigilia e il pranzo di Natale che oltre nove italiani su dieci (91%) hanno deciso di trascorrere a casa con parenti o amici. E’ questo il bilancio stimato dalla Coldiretti per il pasto piu’ importante dell’anno.

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Spumante immancabile

Se nel menù della vigilia - continua la Coldiretti - è stato scelto di servire soprattutto il pesce presente in 7 tavole su 10 (71%), a Natale a prevalere è la carne con bolliti, arrosti e fritti, dall’agnello ai tacchini, ma anche minestre, zuppe, paste ripiene, cappelletti in brodo, pizze rustiche e i dolci fatti in casa, con il record di una media di 2,8 ore trascorse in cucina per la preparazione dei piatti, secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’ dal quale si evidenzia il ritorno delle tavolate con in media 8 persone a condividere il menu più importante dell’anno, dopo le limitazioni imposte dalla pandemia. Lo spumante si conferma come il prodotto immancabile per oltre otto italiani su dieci (84%) assieme alla frutta locale di stagione (90%), mentre il panettone con il 78% batte di misura nelle preferenze il pandoro fermo al 74% ma entrambi consumati spesso in abbinamento a dolci locali che vengono fatti in casa in piu’ di quattro famiglie su dieci (41%).

La spesa maggiore per il pesce

Per la maggioranza delle tavole è stato scelto un menù a base di prodotti o ingredienti nazionali con una spesa stimata - conclude la Coldiretti - in 950 milioni di euro per pesce e le carni compresi i salumi, 550 milioni di euro per spumante, vino ed altre bevande, 300 milioni di euro per dolci con gli immancabili panettone, pandoro e panetteria, 550 milioni di euro per ortaggi, conserve, frutta fresca e secca, 200 per pasta e pane e 190 milioni di euro per formaggi e uova. La spesa per il Natale in milioni di euro: Pesce, carne, ragù e salumi, ecc. 950; Spumante, vino e altre bevande 550; Dolci, panettone, pandoro 300; Frutta, ortaggi e conserve 550; Pasta e pane 200; Formaggi e uova 190. Per un totale di 2.740.

Il disagio in Italia

Tornando alle difficoltà economiche, la punta dell’iceberg della situazione di disagio in Italia sono i 3 milioni di persone che nel 2022 sono stati addirittura costretti a chiedere aiuto per il cibo da mangiare, sulla base dei dati sugli aiuti alimentari distribuiti con i fondi Fead attraverso dall’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea). Un’emergenza sociale senza precedenti dall’ultimo dopoguerra - sottolinea Coldiretti - con il numero dei bambini sotto i 15 anni bisognosi di assistenza per mangiare che ha superato quota 600mila, praticamente un quinto del totale degli assistiti, ai quali vanno aggiunti 337 mila anziani sopra i 65 anni, e 687mila migranti stranieri.

Fra i nuovi poveri - continua la Coldiretti - ci sono anche coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività colpite dalle misure contro la pandemia Covid e dal balzo costi dell’energia con il caro bollette.

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