NUOVA OPERAZIONE DELL’AISE

Nigeria, liberato l’imprenditore Sergio Favalli

di Marco Ludovico

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È stato liberato dai servizi Sergio Favalli, l’imprenditore che era stato rapito in Nigeria (foto Afp)


2' di lettura

È stato liberato dai nostri servizi Sergio Favalli, l’imprenditore italiano di 60 anni, residente in Nigeria, rapito 13 giorni fa nel paese africano. È in volo per Roma. Stamattina alle 6.00 è finita la sua prigionia dopo essere stato catturato da una banda di criminali locali il 30 marzo scorso. Subito l’Aise, l’agenzia informazioni e sicurezza esterna, si è attivata secondo il protocollo collaudato davanti un fenomeno ormai ripetuto.

Un sistema in pieno allarme. La procedura coinvolge la procura della Repubblica di Roma, guidata da Giuseppe Pignatone; il Ros-raggruppamento operativo speciale dell’Arma dei carabinieri; l’Unità di crisi del ministero Affari Esteri; la Presidenza del Consiglio dei ministri. Gli agenti dell’Aise, diretti dal generale Luciano Carta, sono riusciti a mantenere riservata la notizia del rapimento di Favalli: si apprende solo ora, dopo la sua liberazione. Avvenuta stamattina, all’alba, in un luogo ancora imprecisato della Nigeria. Dopo una serie di intese e di accordi con i servizi segreti locali e i cosiddetti “collegati”.

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Con una serie di attività di impresa, prima nelle costruzioni, poi nella lavorazione delle porte d’abitazione, Favalli, originario della provincia di Cuneo, era residente a Kaduna, città di un milione e mezzo di abitanti, capitale dell’omonimo stato nel centro nord della Nigeria, dove sono numerosi gli italiani, i britannici e i libanesi. La riservatezza sul rapimento è stata una garanzia di riuscita rapida della vicenda fino alla liberazione, ogni fuga di notizie può essere deleteria nelle fasi più delicate. Favalli, una volta giunto a Roma, sarà interrogato in procura dagli inquirenti insieme ai carabinieri del Ros, per tradizione delegati di polizia giudiziaria nei rapimenti degli italiani all'estero.

Le dinamiche necessarie alla liberazione sono ancora riservate innanzitutto perché si apre un fascicolo di indagine penale e la maggior parte delle informazioni a disposizione dei nostri agenti viene trasmessa alla magistratura. Di certo il nuovo colpo dell’Aise, il terzo da quando il 21 novembre è in sella il generale Carta, segue altri successi non da poco: la cattura dopo 37 anni di latitanza di Cesare Battisti, la liberazione in Siria dopo due anni di detenzione dell’imprenditore Sergio Zanotti. Ed è molto probabile l’inanellarsi di altri prossimi risultati. «Complimenti all’Aise guidata dal generale Luciano Carta per un altro risultato conseguito - sottolinea il sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo -. Gli ultimi successi sono la conferma di un cambio di marcia all’interno del comparto intelligence, segnale che fortemente voleva dare e sta dando il governo».

Lo scenario libico sullo sfondo. L’Aise com’è ovvio ora ha in cima alle sue priorità il dossier Libia seguito “H 24” in tandem dal generale Carta e il vice Gianni Caravelli. C’è in atto un percorso inevitabile di mediazione dell’Italia tra il generale Haftar e al Fayez Serraj: gli equilibri interni sul territorio sono fragili e incerti, nulla è scontato a cominciare dalla proclamata conquista di Tripoli da parte di Haftar, tutta da confermare. La questione è stata assunta in prima persona dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Con gli agenti dell’Aise in piena attività operativa, informativa e di relazioni sul campo: l’aggiornamento per Conte è continuo, in tempo reale. Prima che sia troppo tardi. Sperando in una via d’uscita.

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