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Nike divorzia da Amazon: «Investiamo su altre piattaforme»

L'annuncio del produttore americano arriva a meno di un mese dalla nomina di John Donahoe, che dovrebbe sostituire Mark Parker all'inizio del 2020 come direttore generale. L’azienda è nel pieno di una rivoluzione della sua strategia retail

di Marco Valsania


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(EPA)

2' di lettura

NEW YORK. - Nike “boicotta” Amazon. Il colosso americano e mondiale dell'abbigliamento, delle calzature e degli accessori sportivi ha deciso che non venderà più d'ora in avanti i suoi prodotti attraverso il leader dell'e-commerce. Opterà invece per offrire direttamente gli articoli ai consumatori, una strategia che verrà tenuta a battesimo sotto l'amministratore delegato fresco di nomina John Donahoe, un ex top executive di eBay arrivato proprio con la missione di imprimere una nuova direzione alle strategie tecnologiche e di Internet.

La scelta di Nike cancella nei fatti un programma pilota che le due aziende avevano creato nel 2017, dopo anni di resistenza del gruppo al fascino di Amazon. Il progetto era nato coinvolgendo in realta' un numero limitato di prodotti Nike, in cambio di maggiori controlli e restrizioni da parte del leader del commercio elettronico contro la diffusione articoli contraffatti o non autorizzati. Lo spettro per Nike, come per altri grandi marchi, è sempre stato quello di perdere, facendo ricorso a Amazon, il controllo dell'immagine del proprio marchio e dei legami con i consumatori e i loro preziosi dati.

«Come parte del focus di Nike per elevare l'esperienza dei consumatori attraverso una releazione più diretta e personale - ha fatto ora sapere l'azienda - abbiamo preso la decisione di completare il nostro attuale programma pilota con Amazon Retail. Continueremo a investire in forti e caratterizzanti partnership con altri retailer e piattaforme per servire i consumatori su scala globale».

Non tutti i rapporti con Amazon verranno rescissi: la Nike in particolare continuerà a utilizzare la divisione di servizi cloud Amazon Web Services nella gestione del proprio sito e di applicazioni mobili.

L'intero business delle vendite dirette ai consumatori per Nike rappresenta oggi quasi un terzo del fatturato annuale, un 30% che in cifre è stato pari a 11,8 miliardi di dollari nel 2018. Le vendite online sono aumentate del 35% contro un incremento del 6% nei negozi.

A Wall Street il titolo Nike sale dell'1%, quello di Amazon è in calo dello 0,8% a fronte di un indici S&P e Nasdaq poco mossi.

Recentemente anche Birkenstock, il marchio tedesco di calzature, ha abbandona la piattaforma di Amazon. Dal 1° gennaio 2018 ha interrotto i rapporti commerciali con il rivenditore americano perché «il rapporto di fiducia si è interrotto a causa delle ripetute vendite di prodotti contraffatti sulla piattaforma online».

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