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Nike e Adidas volano ai massimi storici in Borsa

Per il McKinsey global fashion index nel 2020 l’abbigliamento tradizionale crescerà tra il 3,5 e il 4,5%, capi e scarpe da ginnastica tra il 6 e il 7%

di Marcello Frisone


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(Adobe Stock)

3' di lettura

Lo sportswear continua a crescere più velocemente della moda tradizionale. Se cerchiamo su Instagram “sportswear” o “activewear” vedremo come scarpe da ginnastica e leggings sono indossati non soltanto durante l’attività sportiva, ma anche sempre più nella quotidianità. Lo sviluppo di questo settore dell’abbigliamento è di sicuro spinto dalla maggiore sensibilità verso uno stile di vita più salutare, ma anche dal fatto che questi abiti coniugano la comodità con la moda.

Aumento delle vendite
A testimoniare che lo sportswear corre più della moda tradizionale c’è anche il «McKinsey global fashion index» che traccia i principali dati economico-finanziari del settore; secondo questo benchmark, la crescita delle vendite nell’abbigliamento tradizionale si è attestata nel 2018 e nel 2019 (rispetto agli anni precedenti) tra il 4 e il 5%, mentre per il 2020 è prevista tra il 3,5 e il 4,5%. Lo sportswear, invece, nel 2018 e nel 2019 ha realizzato una crescita delle vendite tra il 6 e il 7% e identica performance è prevista per il 2020.

Sebbene poi gli uomini rappresentino la fetta di mercato maggiore, la quota femminile sta crescendo a tassi più elevati grazie sia all’aumento del tasso di partecipazione delle donne alle attività sportive, sia soprattutto alla crescita dell’athleisure che consiste nella tendenza di indossare capi nati per le attività sportive in contesti glamour o formali.

I rendimenti dei titoli sono stati significativi; le azioni Nike hanno raggiunto massimi storici nelle settimane passate grazie all’ultima trimestrale che ha battuto le stime degli analisti. Ottime performance nel 2019 anche per Adidas e Lululemon Athletica (quest’ultima sta beneficiando dell’esplosione del fitness e della moda dell’athleisure).

Azioni, quali rischi
Per chi volesse investire in società quotate e specializzate in questo settore, ci sono una serie di insidie alle quali prestare attenzione. Il più grande rischio è rappresentato dallo sviluppo delle vendite online che è alla base della chiusura senza sosta degli store nelle città e nei centri commerciali. Molti brand da tempo, pur operando con successo online, vedono erodersi i margini di profitto a causa delle spese di spedizione e delle politiche di reso che prevedono la gratuità del servizio (vedasi anche la sempre più forte concorrenza di colossi come Amazon ).

La volatilità delle materie prime, poi, è un altro elemento che in certi periodi può incidere sulle vendite verso i consumatori più attenti ai prezzi.
Last but not the least
, le tensioni commerciali tra Usa e Cina: le tariffe statunitensi sulle importazioni cinesi si riverserebbero inevitabilmente sui prezzi ai consumatori finali, danneggiando cosi le vendite e profitti delle aziende.

LE 27 SOCIETÀ DI SPORTSWEAR QUOTATE NEL MONDO

Le opportunità
Il settore presenta opportunità per chi è invece alla ricerca di società sottovalutate dal mercato o che staccano sostanziosi dividendi. «Sotto il primo aspetto - spiega Vincenzo Cagnetta, analista finanziario indipendente di Studio Enca - alcune azioni presentano spesso il rapporto p/e ben al di sotto di quello dell’S&P 500, mentre in certi casi staccano dividendi anche oltre il 5% come per esempio Gap, 361 Degree, Xtep. Ci sono opportunità anche per gli investitori che puntano ad aziende in forte crescita, come Lululemon Athletica ».

Valutare la salute delle società
Infine, per valutare lo stato di salute delle aziende bisogna considerare la crescita (o la riduzione) delle vendite, al netto però di quelle dovute come conseguenza dell’apertura di nuovi negozi in quanto è una strada costosa per aumentare i ricavi. È importante guardare non soltanto alle vendite, ma anche al margine lordo (cioè alla differenza tra ricavi e costi dei beni venduti). L’aumento quantitativo delle vendite potrebbe essere spinto infatti da politiche di prezzo molto aggressive che riducono i margini di profitto.

È bene anche prestare attenzione al tasso di crescita delle vendite online che rappresenta, assieme al brand, un fattore importante di vantaggio competitivo. «In una logica di portafoglio - conclude Cagnetta - la quota investita in questi strumenti dovrebbe essere contenuta entro il 2%, dato che il requisito imprescindibile per una buona allocazione, in chiave di riduzione dei rischi, è quello della diversificazione per asset class (azioni e obbligazioni) e per settori di attività all’interno dell’asset class azionaria».

Per approfondire:
Mercati, tutti i record di una settimana (la seconda del 2020) ad alta tensione

Riproduzione riservata ©
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    Marcello FrisoneRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese, francese

    Argomenti: Sport-Risparmio-Finanza-Norme-Tributi

    Premi: 31 marzo 2017 - Menzione d'eccellenza giornalista economico al premio Loy, banking and finance award

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