RUNNING

Nike, le scarpe «rialzate» possono andare alle Olimpiadi di Tokyo 2020

Dopo le polemiche sul modello usato dal kenyota Eliud Kipchoge per correre la maratona sotto le 2 ore a Vienna lo scorso ottobre, la nuova tecnologia della piastra in carbonio è stata regolamentata. E sdoganata in tempo per i Giochi olimpici

di Sara Deganello

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Dopo le polemiche sul modello usato dal kenyota Eliud Kipchoge per correre la maratona sotto le 2 ore a Vienna lo scorso ottobre, la nuova tecnologia della piastra in carbonio è stata regolamentata. E sdoganata in tempo per i Giochi olimpici


3' di lettura

Nike ha lanciato le Air Zoom Alphafly Next%, nuove scarpe da running che rispettano le caratteristiche stabilite il 31 gennaio 2020 da World Athletics, la federazione mondiale di atletica precedentemente conosciuta come Iaaf.

Nike Air Zoom Alphafly NEXT%

L’impresa di Eliud Kipchoge
Chiamata in causa dopo l’impresa dello scorso ottobre del kenyota Eliud Kipchoge, che corse la distanza della maratona a Vienna sotto le 2 ore indossando un paio di Nike dal vistoso “tacco”, la federazione a fine gennaio ha messo nero su bianco le regole che governano in particolare lo spessore della suola e l’utilizzo interno di una piastra rigida in fibra di carbonio che, secondo alcuni, fungerebbe da molla aiutando gli atleti nel momento della spinta.

Nuovi requisiti tecnici
I requisiti, secondo il nuovo regolamento tecnico, prevedono che «la suola non deve essere spessa più di 40 millimetri. La scarpa non deve contenere più di una piastra o lama rigida (di qualsiasi materiale) che corre per l’intera o parziale lunghezza della scarpa. La piastra può essere in più parti posizionate in sequenza (non impilate o in parallelo) che non devono sovrapporsi. Per una scarpa chiodata è consentita una piastra aggiuntiva, o un altro meccanismo, allo scopo di fissare i chiodi alla suola, che non deve essere più spessa di 30 millimetri».

Nuova tecnologia, nuove performance
Nel documento diffuso da World Athletics si legge che «la nuova tecnologia incorporata nelle suole delle scarpe da strada e chiodate può fornire un vantaggio in termini di prestazioni e vi sono prove sufficienti per sollevare preoccupazioni sul fatto che l’integrità dello sport potrebbe essere minacciata dai recenti sviluppi». Sono stati quindi annunciate ulteriori verifiche e un gruppo di lavoro incaricato di supervisionare questa tecnologia ed eventuali nuove scarpe introdotte sul mercato.

Nike Air Zoom Victory

Nel frattempo, durante il Nike 2020 Forum a New York, Nike ha presentato le nuove collezioni, progettate per Tokyo 2020. Tra queste le Air Zoom Alphafly Next%: Eliud Kipchoge ne indossava un prototipo quando fece il record a Vienna. Il modello presentato adesso è un’evoluzione del precedente Vaporfly, lanciato nel 2016.

Schiuma, piastra, sacche d’aria
Carrie Dimoff, maratoneta e membro dell’Advanced Innovation Team di Nike, ha spiegato così il processo che ha dato vita alla nuova scarpa: «Una volta che abbiamo iniziato a considerare la piastra e la schiuma come un unico sistema, abbiamo iniziato a pensare a modalità per rendere questo sistema più efficace. È lì che ci è venuta l’idea di aggiungere Nike Air (cuscinetti ad aria nella suola, ndr) per immagazzinare e restituire ancora più energia al runner e fornire una ammortizzazione ancora maggiore».

Le nuove scarpe hanno uno spessore della suola di 39,5 millimetri e una sola piastra di carbonio all’interno: «Siamo lieti che la serie Nike Zoom Vaporfly e Nike Zoom Alphafly Next% rimangano legali», ha commentato l’azienda di Portland, Oregon.

Risultati migliori con Vaporfly e Alphafly
Un’indagine del New York Times ha mostrato come il 50% delle migliori prestazioni mondiali delle corse su strada sia stato compiuto usando i modelli Vaporfly di Nike: nel 2019 il 40% di tutte le prestazioni sotto le 3 ore in maratona è stato corso con ai piedi Vaporfly o Alphafly.

Il ceo di Nike John Donahoe ha dichiarato alla Cnbc che il nuovo modello non ha dato agli atleti un «vantaggio meccanico. Sta semplicemente usando gli stessi materiali che vanno in una scarpa e li mette insieme in un modo innovativo che consente all’atleta di fare del suo meglio in modo sicuro».

Quattro mesi sul mercato
Un altro dei requisiti richiesti da World Athletics perché una scarpa sia ammissibile alle gare ufficiali – come le Olimpiadi di Tokyo, dal 24 luglio al 9 agosto – è che ogni modello debba essere disponibile per l’acquisto per un periodo di 4 mesi prima di poter essere utilizzato in competizione. Le nuove Air Zoom Alphafly Next% saranno in vendita in Europa a partire da marzo.

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