la ragazza di nome leonilde

Nilde Iotti, la combattente che fu la prima donna presidente della Camera

di Nicoletta Cottone


Nilde Iotti, la combattente che diventò prima donna presidente della Camera

3' di lettura

La sua foto campeggia nella Sala delle donne di Montecitorio, dove dal 2016 vengono ricordate attraverso fotografie, le donne che hanno fatto parte delle Istituzioni repubblicane. Donna della Costituente, Nilde Iotti, esattamente 40 anni fa, il 20 giugno, divenne presidente della Camera dei deputati. La prima donna in Italia a sedere sulla poltrona della terza carica del Paese. Nella sala delle donne, a Montecitorio ci sono ancora due specchi: ricordano che in Italia non ci sono mai state donne che hanno avuto il ruolo di premier o presidente della Repubblica. Conun auspicio per le donne che passando si specchiano lì. «Potresti essere tu». E che c’è ancora molta strada: pari diritti e pari opportunità non sono affatto scontati nella nostra società.

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Comprenderete la mia emozione per essere la prima donna nella storia d'Italia a ricoprire una delle più alte cariche dello Stato. Io stessa - non ve lo nascondo - vivo quasi in modo emblematico questo momento, avvertendo in esso un significato profondo, che supera la mia persona e investe milioni di donne che attraverso lotte faticose, pazienti e tenaci si sono aperte la strada verso la loro emancipazione

Da insegnante a combattente
All’anagrafe Leonilde Iotti, laureata in Lettere e filosofia all'Università Cattolica di Milano, è stata inizialmente insegnante in un Istituto tecnico industriale di Reggio Emilia. Poi dopo l’8 settembre 1943 entrò nelle file della Resistenza, nei “Gruppi di difesa della donna”. Dopo la Liberazione la Iotti il 2 giugno 1946 venne eletta all’Assemblea Costituente. Fece parte della “Commissione dei 75”, che ebbe il compito di redigere la bozza della Costituzione repubblicana, da sottoporre al voto dell’Assemblea.

In quegli anni conobbe Palmiro Togliatti - 27 anni più di lei - che all’epoca era sposato con la deputata della Costituente e senatrice nella prima legislatura repubblicana Rita Montagnana e aveva un figlio da lei. Si dice che il loro amore sia nato in un ascensore. Lei indossava un vestito a fiorellini con un colletto bianco di pizzo e Togliatti chiese al cronista dell’Unità Emanuele Rocco, chi fosse quella deputata. Un amore tormentato e osteggiato dallo stesso Pci. Furono sorvegliati anche con microspie.

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La loro fu sempre una convivenza more uxorio, mai ufficializzata e sempre contestata dalla legittima moglie. Addirittura ci fu chi, come Pietro Secchia, arrivò a mettere in dubbio con il Cremlino l'affidabilità politica della Iotti per gli studi effettuati alla Cattolica. Tantissime le lettere fra loro, moltissime le difficoltà da affrontare. Solo alla morte di Togliatti Nilde Iotti venne riconosciuta come la compagna del”Migliore”. Nilde Iotti e Palmiro Togliatti poi adottarono la psichiatra e docente universitaria Marisa Malagoli, una bambina rimasta orfana, sorella di uno dei sei operai di Modena morto durante gli scioperi, un ragazzo di appena di 21 anni. Nonostante le difficoltà, la Iotti rimase a fianco di Togliatti fino alla sua scomparsa, avvenuta il 21 agosto 1964.

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La prima donna presidente della Camera
Nel 1948 venne eletta per la prima volta alla Camera dei deputati.Lì portò avanti molte battaglie in difesa delle donne. Fu prima firmataria di proposte di legge innovative, come quella per istituire una pensione e un'assicurazione per le casalinghe. Nel 1987 ebbe l’incarico di governo con mandato esplorativo dal presidente della Repubblica Cossiga. Non arrivò a buon fine: ma Nilde Iotti fu la prima donna ad avvicinarsi alla poltrona di premier. Nel 1974 fu in prima linea nella battaglia referendaria in difesa del divorzio. Poi l’anno successivo si batté per il diritto di famiglia. Nel 1978 contribuì all’approvazione della legge sull’aborto.

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Per altre due legislature venne riconfermata deputata e il 20 giugno 1979 venne eletta al primo scrutinio presidente della Camera. Prima donna a ricoprire questo ruolo in Italia. Per tredici anni sedette su quella poltrona, fino alle dimissioni - per malattia - giunte il 18 novembre 1999. Le sue dimissioni furono accompagnate in aula da un lunghissimo applauso. Pochi giorni dopo, il 3 dicembre 1999, la sua scomparsa.

E ancora, abbiamo da contare - mi si lasci ricordare la splendida figura di Nilde Iotti - sulle formidabili risorse delle energie femminili non mobilitate e non valorizzate né nel lavoro, né nella vita pubblica: pregiudizi e chiusure, con l'enorme spreco che ne consegue, ormai non più tollerabili

Giorgio Napolitano, che poi diventerà presidente della Repubblica, ricordò Nilde Iotti il 15 maggio 2006, nel suo discorso di insediamento alle Camere, subito dopo il giuramento dinanzi al Parlamento come presidente della Repubblica.

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