Videogiochi

Nintendo apre agli sviluppatori indipendenti. Ecco come funziona

di Emilio Cozzi


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5' di lettura

Attenzione puntuale da parte della casa madre, versatilità, sistemi di controllo e caratteristiche uniche, come il touch screen, il giroscopio e la modalità multiplayer facilitata dai joycon separabili: sono queste caratteristiche a fare di Nintendo Switch “la casa degli indie”.

Lo hanno detto, e ripetuto, proprio loro, gli sviluppatori indipendenti, protagonisti la scorsa settimana del primo Nindie Summit, l'evento, organizzato con Aesvi e con il laboratorio Pong dell'Università degli Studi di Milano, con cui il colosso di Kyoto ha inaugurato una serie di incontri dedicati a chi sviluppa in autonomia per la propria ammiraglia portatile.

«Oggi Nintendo Switch è la piattaforma di elezione per gli sviluppatori indipendenti» ha commentato Mauro Fanelli, veterano del “games in Italy” e a Milano in una doppia veste, quella di developer (con “forma.8”, della sua MixedBag) e di editore (di “Atomine”, sviluppato da Broken Arms, e di “Detective Gallo», di Footprints Games). «L'estrema democraticità dell'eshop, che si basa su un principio esclusivamente cronologico – ha aggiunto – insieme con una serie di features peculiari, con la semplicità dell'ambiente software e con un portale di sviluppo oggi senza rivali, fanno di Switch la scelta preferenziale di tanti studi, che possono godere di ampia visibilità e raggiungere un pubblico molto attento».

«Il segreto – hanno concordato in molti fra gli studi presenti al Summit – è che in un momento in cui il fotorealismo e la grafica sempre più performante stanno pian piano monopolizzando il mercato, il mondo indie e lo stilema di Nintendo si incontrano nell'attenzione dedicata in primis al gameplay. Le produzioni Nintendo ne sono ormai una roccaforte e il pubblico lo sa. Switch, oggi, è la piattaforma per chi ama giocare».

Probabile, ma non è un caso che Nintendo, proprio adesso, si getti a capofitto sul “sotto settore” degli indie: parzialmente tralasciato dai concorrenti Sony, che inizialmente era sembrata quella più sensibile all'argomento, e Microsoft, che con Id@Xbox aveva addirittura battezzato un programma di supporto dedicato, la grande N sa che potrebbe essere proficuo coprire frange di mercato ancora da esplorare o (lasciate) scoperte. In fondo, trovate come la prima Wii e i suoi Wiimote, gli Amiibo e, più di recente, Labo, dimostrano che l'azzardo, il rischio e una certa capacità di agire “fuori dal tempo” sono parte integrante del dna dell'azienda di Kyoto. Una mossa, beninteso, forte di una base installata di 32 milioni di Switch in tutto il mondo e 163 milioni di software venduti (anche in versione digitale, che ha toccato il suo record nella prima parte del 2018) dal giorno dell'uscita, due anni fa.

«Credo che con il programma Nindie non si faccia che ribadire un messaggio lanciato con Labo – ha detto Daniele Bianchini, di Fantastico Studio, a breve su Switch con “Black Paradox” - è sul terreno della sperimentazione che gli sviluppatori sono invitati a esprimersi. Tutto, dell'ecosistema Nintendo, oggi conferma sia possibile».

I pro
Una base installata vasta e in crescita, le peculiarità tecniche, l'estrema versatilità (che la rende adatta a generi diversi), la facilità dello sviluppo o del porting da altre piattaforme e un'utenza molto attenta al gameplay, fanno di Nintendo Switch la piattaforma ideale per chi oggi sviluppi in proprio. Inizialmente blindato, l'eshop oggi dà la stessa visibilità al nuovo “Zelda” e al debutto di uno studio mai sentito nominare. Anche le patch, limitate entro i 500 Mega, costringono gli sviluppatori alla massima cura nel testing e incoraggiano l'utenza all'acquisto.

Switch è stata la svolta di Nintendo verso l'indie, storicamente non frequentato volentieri dall'azienda.

I contro
Croce e delizia, proprio le peculiarità della console e l'esplicita richiesta di Nintendo di sfruttarle rendono lo sviluppo per Switch un caso a sé. Non è automatico integrare nel proprio gameplay l'uso del touch screen e poi ripensare il gioco per altre console, una necessità, l'adattabilità multipiattaforma, spesso vitale per studi medio piccoli. L'eshop, a oggi una vetrina molto efficace, va affollandosi, con il rischio che la saturazione prima o poi pregiudichi la visibilità dei singoli titoli.

I giochi (e gli studi) presentati
Oltre alle produzioni in fase di approvazione da parte di Nintendo, come “Black Paradox” di Fantastico Studio e “Super Cane Magic ZERO” dei bolognesi Studio Evil, questi i giochi presentati al primo Nindie Summit.

“Xenon Racers”
Sviluppa la milanese 3Dclouds, pubblica Soedesco, impazzisce il giocatore. Un po' per lo strepitoso car design dei bolidi da corsa che “Xenon Racers” spara a tutta velocità su circuiti del futuro – si rimane sulle ruote, sia chiaro, non come in “WipEout”. Un po' per la dose massiccia di divertimento che l'approccio arcade del gioco garantisce, anche omaggiando classici del genere come “Outrun” o “Ridge Racer”. Un po' per la necessità di prendere dimestichezza con i controlli della Switch, di primo acchito poco adatti all'approccio del tutto inverosimile della fisica delle auto. Tranquilli, è questione di tempo; una volta prese le misure, i tracciati dispensano buonumore alla massima velocità.

Xenon Racer - Release Date Trailer - Nintendo Switch

“Circle of Sumo”
Vincitore, nel 2017, della Global Game Jam romana in cui è nato, “Circle of Sumo” è un party game a due dimensioni e con vista “a volo d'uccello” che titilla i fan dei picchiaduro e ribadisce la propensione degli sviluppatori, i romani Yonder (editi da Strelka Games), per le esperienze multiplayer originali. Perfetto nel valorizzare la portabilità di Switch, il gioco permette di scegliere tra otto diversi sumotori con la possibilità di formare squadre oppure lottare tutti contro tutti.

“OkunoKA”
Loro, i romani Caracal Games, si erano già fatti notare grazie al premio come miglior debutto (“Downward”) agli scorsi Italian Videogames Award. Duplicato l'organico – oggi sono in sei – il team dà alle stampe un platform frenetico, spietato, diviso in oltre 100 microlivelli in cui la cosa più facile che possa capitare è lasciarci le penne. Il giocatore manovra Ka, l'unico, nel mondo degli spiriti, in grado di opporsi ai malvagi piani di dominio bio meccanico di tale Os. Per farlo, l'eroe fa balzi giganteschi e domina gli elementi trasformandoli in piattaforme su cui procedere. Ma occorre essere millimetrici e procedere quasi a memoria. Un equilibro gestito talmente bene da rasentare la perfezione, discorso valido anche per la direzione artistica.

OkunoKA - Trailer (Nintendo Switch)

“forma.8”
Rilassato, improntato sull'esplorazione di un mondo bidimensionale appena tratteggiato e pure di rara, rarissima eleganza, “forma.8” permette al giocatore di controllare una sonda robotica capitata su un pianeta sconosciuto. Inutile dire che l'obbiettivo sia farsi largo in un mondo progressivamente sempre più ricco di meraviglie e insidie. Piccola perla di stile e gameplay dei torinesi MixedBag, “forma.8” è valorizzato in pieno da Nintendo Switch. Il procedere inerziale della sonda controllata dal giocatore e il ritmo quasi meditativo dell'avventura, un invito all'esplorazione e all'osservazione degli ambienti, non fanno che rendere il titolo un perfetto compagno di viaggio. Stricto sensu.

forma.8 - Nintendo Switch launch trailer

“Atomine”
Nell'ambito dell'operazione battezzata “Giochi olimpici”, nel 2006 il governo statunitense (secondo mandato di George W. Bush) e quello israeliano sabotarono la centrale nucleare di Natanz, in Iran. Per farlo diffusero nei computer della centrale il virus Stuxnet, programmato per colpire i componenti hardware adibiti al controllo delle centrifughe. Ispirato a quell'evento, “Atomine”, un double stick vecchio stile, mette il giocatori nei panni del… virus. In un ambiente 3d minimale e ben congegnato, occorre non farsi stanare dagli anti-virus sempre più serrati, potenziandosi sul percorso. Semplice e senza fronzoli – sono pregi – “Atomine” è immediato ed efficace. Potrebbe essere un cabinato da sala giochi degli anni ‘80. È un altro pregio.

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