il costruttore giapponese

Nissan apre le danze per la successione al ceo Saikawa

Il Cda del secondo produttore giapponese di auto si riunirà lunedì per stabilire per fissare le scadenze ufficiali, anche se, intanto, si dimette la vicepresidente incaricata di indagare sui compensi dell’amministratore delegato. Alleanza Renault-Fca, il ministro francese Le Maire ribadisce: prima rafforzare l’alleanza con Nissan

di Alberto Annicchiarico


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Il ceo di Nissan, Hiroto Saikawa (Afp)

2' di lettura

Nissan ha cominciato la caccia a un nuovo amministratore delegato. Dovrà prendere il posto di Hiroto Saikawa, che il 6 settembre ha ammesso di avere percepito «compensi illeciti», proprio come il suo ex capo ed ex presidente, Carlos Ghosn, in attesa di processo in Giappone. L’arresto di Ghosn, per una presunta lunga serie di illeciti finanziari a danno del gruppo, nel novembre di un anno fa aveva dato avvio al più forte terremoto della storia del secondo produttore giapponese di auto, con successivo esodo del top management che gli era stato fedele (anche da Renault, la casa francese che fa parte dell’Alleanza a tre con Nissan e Mistubishi) durante il ventennio in cui era stato in sella.

Alla Nissan la confusione è grande, sotto il cielo. Se da una parte Saikawa si è presentato davanti alla stampa per esternare le sue ammissioni, dall’altra, secondo indiscrezioni, sarebbe prossima alle dimissioni Christina Murray, vicepresidente per l’audit e la compliance . La sua indagine era iniziata in giugno quando un executive aveva rivelato che Saikawa aveva intascato 439mila dollari senza averne diritto. Tuttavia, secondo il Financial Times, il consiglio di amministrazione del secondo produttore di auto giapponese si riunirà lunedì per stabilire per fissare le scadenze ufficiali. Nel frattempo, la casa automobilistica di Yokohama sarebbe al lavoro per definire una lista di papabili e la commissione nomine avrebbe già ricevuto l'incarico di preparare un piano di successione. Sarebbero già stati sentiti vari candidati. Il cambio al vertice in Nissan potrebbe spianare la strada a una riapertura delle trattative tra Renault e Fca su una possibile aggregazione, dopo il fallimento dello scorso giugno (era saltata una fusione da 33 miliardi) proprio per il no di Nissan nel Cda di Renault (il governo francese detiene il 15% di Renault, che controlla il 43% di Nissan, mentre Nissan controlla il 15% della casa automobilistica francese).

PER APPROFONDIRE / Dossier: Gli incroci dell’Auto

Intanto il governo di Parigi, azionista forte della Losanga, insiste: prima di parlare di alleanze, fusioni e quindi riassetti societari, è necessario tornare a capirsi con i partner giapponesi. «L'aspetto chiave è rafforzare l'alleanza tra Renault e Nissan e sono stato molto chiaro: Renault e Nissan devono proporre una visione strategica chiara del loro futuro e secondo me è sempre meglio procedere per gradi e non fare tutto insieme», ha detto il ministro francese dell'Economia, Bruno Le Maire in conferenza stampa a Cernobbio. «Sapete che l'industria dell'automotive ha ricche sfide, come l'auto elettrica o l'auto autonoma, io voglio sapere qual è la strategia industriale di Renault-Nissan», ha aggiunto Le Maire, che ha concluso: «Definire una strategia richiede tempo e quando viene definita una strategia non è il momento per aprire nuovi dossier».

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