LO SCRIVE BLOOMBERG

Nissan, una mail svela nuovi retroscena sulla caduta di Ghosn

Il manager sarebbe stato vittima di una campagna ordita da uno zoccolo duro di colleghi giapponesi, con l’obiettivo di rivedere l’alleanza con Renault

Ghosn, 'un complotto di Nissan, trattavo con Elkann'

2' di lettura

Carlos Ghosn, l’ex amministratore delegato di Renault e Nissan, ha sempre dichiarato di essere vittima di un «complotto». Ora potrebbe avere qualche ragione in più per sostenerlo. Secondo quanto scrive Bloomberg, fonti interne al gruppo e una email circolata internamente svelano che la campagna per «detronizzare» il manager brasiliano sarebbe iniziata almeno un anno prima del suo arresto nel 2018 per crimini finanziari.

Ghosn, a quanto emerge dalla documentazione, avrebbe pagato la sua insistenza su una maggiore integrazione fra i due gruppi. Nissan ha sempre dichiarato che l’estromissione di Ghosn è stata dettata solo dalle indagini a suo carico, ma i nuovi documenti mostrano come uno zoccolo duro di manager giapponesi tramasse per «far fuori» Ghosn e ribaltare l’intesa con Renault in termini più favorevoli alla casa giapponese.

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Una campagna studiata contro Ghosn
Il retroscena, confermato da fonti interpellate da Bloomberg, emerge in una serie di email circolate nel 2018. Un gruppo di vecchi manager avrebbe ordito una «campagna sistematica» per indebolire e allontare l’allora Ceo del gruppo, arginando la sua spinta per una maggiore convergenza fra le due case.

Il regista delle manovre viene identificato in Hari Nada, all’epoca Chief executive office di Nissan e testimone contro lo stesso Ghosn nei processi a suo carico. Bisogna «neutralizzare la sua iniziativa prima che sia tardi» scrive Nada nel 2018 a Hitoshi Kawaguchi, un altro senior responsabile delle relazioni con il governo.

Sempre Nada avrebbe fatto pressioni per modificare l’accordo con Renault, ripristinando il diritto del gruppo nipponico di acquistare azioni Renault (o procedere al take over completo dei partner) o abolire la facoltà dei francesi di nominare il Ceo di Nissan. In quest’ottica la rimozione di Ghosn sarebbe stato un tassello fondamentale per ristabilire i rapporti di forza fra le due case, evitando una parificazione di potere sgradita alla vecchia guardia giapponese. I dissensi fra i due marchi sono diventati più evidenti negli ultimi mesi, ad esempio con l’ostruzionismo di Nissan per una fusione con Fca.

Ghosn, attualmnte riparato in Libano, si è sempre proclamato innocente rispetto ai quattro capi di imputazione a suo carico, dagli illeciti finanziari a violazione della fiducia. Tokyo ne ha chiesto l’estradizione per continuare il processo in Giappone.

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